Dopo sei anni di silenzio, l’Ordine degli Architetti di Napoli ha ripreso una tradizione fondamentale: la nomina dei suoi senatori. L’evento si è svolto alla Mostra d’Oltremare durante la manifestazione Arkeda, un momento di incontro e riflessione per il mondo dell’architettura e del design, che quest’anno ha avuto un significato ancora più profondo.
Il presidente dell’Ordine, Lorenzo Capobianco, ha aperto la cerimonia con un discorso ispirato, ricordando il lungo e complesso periodo trascorso dall’ultima edizione: dimissioni del consiglio, commissariamenti, nuove elezioni e una pandemia che ha messo a dura prova la comunità professionale. Capobianco ha però sottolineato la resilienza della categoria e l’importanza di tornare a celebrare valori come l’appartenenza e la passione per la professione.
“La sfida oggi non è disegnare la città nuova, ma trasformare quella esistente per renderla inclusiva, accessibile e sostenibile,” ha dichiarato Capobianco, indicando i principi che devono guidare il futuro dell’architettura. “Seguendo questi punti cardinali riusciremo a restituire centralità a una professione che è stata sempre cruciale per lo sviluppo dei territori.”
La cerimonia non è stata solo un’occasione per onorare il passato, ma anche un momento di riflessione sul futuro. I senatori dell’Ordine sono stati celebrati non solo per il loro contributo alla professione, ma anche per il ruolo che hanno avuto nel plasmare la città e i suoi valori culturali.
L’evento è stato un vero e proprio viaggio nella memoria collettiva della professione. Le storie dei senatori nominati, con le loro carriere decennali, hanno tracciato un filo rosso che collega passato e futuro, mostrando come l’architettura sia non solo un mestiere ma una missione al servizio della comunità.
Capobianco ha sottolineato l’importanza di tornare a essere una comunità unita e proattiva. “Questa nomina non è solo un riconoscimento al passato, ma un invito a guardare avanti con fiducia. È un simbolo di rinascita per l’Ordine degli Architetti di Napoli e per la città stessa.”
Il ritorno di questa tradizione segna un nuovo inizio per l’Ordine, che si propone di riaffermare il ruolo dell’architetto come figura centrale nella costruzione di un futuro più sostenibile, inclusivo e consapevole.
Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Napoli e Provincia
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