Il bradisismo torna a mostrare il suo volto più drammatico nei Campi Flegrei. Dopo la forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 registrata il 31 luglio 2026 e il successivo sciame sismico, centinaia di persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Di fronte a un’emergenza che non riguarda soltanto la sicurezza degli edifici, ma investe la vita quotidiana e il futuro di intere famiglie, la Diocesi di Pozzuoli, attraverso la Caritas diocesana, ha avviato una raccolta fondi straordinaria destinata agli sfollati.
La raccolta fondi per l’emergenza bradisismo nasce per offrire un aiuto immediato alle persone costrette a lasciare la propria casa, spesso senza avere il tempo di organizzare il trasferimento o recuperare tutto ciò che occorre per affrontare i giorni successivi. Tra gli sfollati figurano anche nuclei familiari con bambini, anziani, persone con disabilità e cittadini affetti da patologie che richiedono cure e assistenza continue.
Il terremoto non ha prodotto soltanto danni materiali. L’allontanamento improvviso dalle abitazioni, l’incertezza sui tempi del rientro e la precarietà delle sistemazioni temporanee rischiano di spezzare abitudini, relazioni familiari e reti di vicinato costruite nel corso degli anni. È proprio su questo aspetto sociale che si concentra l’intervento della Caritas diocesana di Pozzuoli, impegnata nel sostegno delle fasce più fragili della popolazione.
La Caritas opera in collegamento diretto con Caritas Italiana e con i parroci della Diocesi di Pozzuoli, in particolare con i sacerdoti presenti nelle aree maggiormente colpite dal sisma del 31 luglio. Questa rete territoriale permette di raccogliere le richieste di aiuto, individuare le situazioni più urgenti e indirizzare le risorse verso le persone che hanno maggiormente bisogno di assistenza.
A spiegare il significato dell’iniziativa è padre Giuseppe Carulli, direttore della Caritas diocesana di Pozzuoli, secondo il quale la raccolta fondi rappresenta il gesto più concreto da compiere in questa fase. Il sacerdote ha chiarito che l’impegno della Caritas non si esaurirà nei primi giorni successivi al terremoto, perché le necessità delle persone fragili potrebbero diventare ancora più pressanti con il trascorrere delle settimane.
La perdita della casa e la conseguente precarietà, ha sottolineato padre Carulli, stanno generando un vero dramma sociale. Non vengono compromessi soltanto gli spazi fisici in cui le persone vivevano, ma anche le amicizie, i rapporti familiari e le relazioni di comunità. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto bambini, anziani, persone con disabilità e ammalati che necessitano di terapie o di condizioni abitative adeguate.
Una particolare preoccupazione riguarda inoltre i bambini e i ragazzi che dovranno tornare a scuola a settembre, così come i commercianti, i lavoratori e tutte le persone la cui attività dipende dalla piena accessibilità delle zone interessate.
Le donazioni serviranno a sostenere gli interventi di assistenza promossi dalla Caritas diocesana in favore delle persone colpite dall’emergenza. È possibile contribuire tramite bonifico bancario utilizzando l’IBAN IT56O0306909606100000108496, intestato alla Diocesi di Pozzuoli, presso Intesa Sanpaolo. Nella causale deve essere indicata la dicitura “Emergenza Bradisismo”. Prima di effettuare il versamento è consigliabile verificare le coordinate sui canali istituzionali della Caritas o della Diocesi.
La mobilitazione della Chiesa locale vuole trasformare la solidarietà in un sostegno concreto e continuativo. Nell’emergenza dei Campi Flegrei, accanto alle verifiche tecniche e alle misure di Protezione Civile, si apre infatti una sfida altrettanto importante: evitare che lo sfollamento lasci sole le persone più vulnerabili e che la perdita dell’abitazione si trasformi in una frattura sociale difficile da ricomporre.
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