La ventitreesima giornata del Campania Teatro Festival 2026 porta in scena due sguardi diversi e complementari sul presente, scegliendo il teatro come luogo di attraversamento delle inquietudini contemporanee. Sabato 4 luglio, la diciannovesima edizione della manifestazione diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania, propone un doppio appuntamento che mette al centro violenza, marginalità, conflitto, identità e ricerca della pace. Non si tratta soltanto di raccontare il tempo che viviamo, ma di provare a comprenderlo attraverso linguaggi scenici capaci di guardare dentro le fratture sociali, culturali e umane del nostro presente.
Al Teatro Nuovo, alle ore 21.00, arriva SID – Fin qui tutto bene, spettacolo scritto e diretto da Girolamo Lucania, con Alberto Boubakar Malanchino, vincitore del Premio Ubu 2023 come migliore attore under 35. L’opera, vincitrice del Premio In-box 2023, nasce da un’idea di Ivan Bert e Girolamo Lucania ed è una produzione Cubo Teatro. In scena prende corpo un racconto urbano e di frontiera, costruito intorno alla figura di Sid, giovane italiano di origini algerine, figlio della periferia, sempre vestito di bianco, colore del lutto nella tradizione musulmana. Sid abita un mondo saturo di immagini, consumi, vuoti esistenziali e spettacolarizzazione continua: legge di nascosto, ascolta musica, guarda film, recita e continua a recitare fino a smarrire se stesso.
Il personaggio interpretato da Alberto Boubakar Malanchino è una figura estrema e disturbante, immersa in una società drogata dallo spettacolo e dall’ossessione per l’apparire. Il suo percorso attraversa noia, bullismo, consumo, rabbia, droga, desolazione, adolescenze perdute e vagabondaggi nei “templi del consumo”. La sua voce diventa un flusso torrenziale, un monologo per batteria e parola che procede come un film “senza montaggio”, fatto di schegge, accelerazioni, frammenti di memoria e improvvise cadute nel buio. Sid arriva a uccidere, soffocando le sue vittime in sacchetti di plastica alla moda che colleziona ossessivamente, in un gesto che mescola brutalità, vuoto e ricerca distorta di senso.
Nelle parole di Girolamo Lucania, Sid “è il futuro. Un futuro senza identità. Un presente senza futuro. Cerca l’identità, il suo palcoscenico è il mondo, la sua croisette i social, la vita il suo film. Il suo pubblico il mondo”. È proprio in questa definizione che lo spettacolo trova il suo nucleo più inquietante: Sid non è soltanto un personaggio, ma una lente deformante attraverso cui osservare una generazione esposta alla solitudine dell’iperconnessione, alla seduzione della violenza, alla perdita di confini tra realtà e rappresentazione. La scena diventa così il luogo di una domanda radicale: che cosa resta dell’identità quando tutto è immagine, performance, consumo, ripetizione?
La forza di SID – Fin qui tutto bene sta anche nella sua costruzione sonora e visiva. Le musiche live e il sound design sono firmati da Ivan Bert e Max Magaldi, mentre il concept scenografico è di Ivan Bert. Le videoproiezioni di Niccolò Borgia contribuiscono a creare un ambiente mentale più che realistico, uno spazio in cui la periferia non è soltanto luogo geografico, ma condizione emotiva e sociale. La direzione tecnica è affidata ad Alessandro Vendrame. La durata dello spettacolo è di un’ora, pensata come un attraversamento compatto, fisico, adrenalinico, in cui parola, ritmo, immagine e corpo attoriale procedono insieme.
Sempre sabato 4 luglio, alle ore 21.00, il Teatro Tedér ospita il debutto assoluto di Dimenticata Pace, drammaturgia e regia di Raffaele Parisi, progetto a cura di Murìcena Teatro. Si tratta di una rilettura contemporanea della commedia di Aristofane, costruita per e con artisti non vedenti e ipovedenti, con la guida artistica di Adriana Follieri. In scena ci sono Claudia Arena, Michela Annunziata, Giuseppe Carozza, Mario Fusco, Rosaria Fusco, Luca Progressivo, Giovanni Scudiero e Anna Bocchino, insieme al cane guida Nuvola. Il progetto, associato alla Scuola Elementare del Teatro, nasce come esperienza performativa e sensoriale, capace di trasformare il rapporto tra interpreti, pubblico e spazio.
In Dimenticata Pace, il Trigeo dell’originale aristofaneo, il vignaiolo che davanti all’inevitabilità della guerra sceglie di non restare indifferente, diventa un mendicante che, accompagnato dal cane guida Nuvola, conduce gli spettatori in un cammino condiviso alla ricerca di Eirene, dea della pace. Con lei vengono liberate anche Opora, simbolo dell’abbondanza, e Teoria, personificazione della gioia e della festa. La rilettura di Raffaele Parisi porta così la commedia antica dentro le urgenze del presente e si chiede chi continui a rinnegare la pace, perché lo faccia e quali possibilità di vita, relazione e comunità vengano negate ogni volta che la guerra torna a imporsi come destino.
La drammaturgia si articola in movimenti sensoriali, ciascuno dedicato a un senso. La vista non è lo strumento principale dell’esperienza teatrale: olfatto, tatto e udito diventano vie di conoscenza diretta, capaci di attivare memoria, emozione e presenza corporea. In questo modo Dimenticata Pace non si limita a parlare di inclusione, ma la pratica nella forma stessa dello spettacolo, mettendo in discussione le gerarchie percettive e invitando il pubblico a un ascolto più profondo. Suono, silenzio, luce e musica dal vivo accompagnano gli spettatori in uno spazio performativo dove il confine tra scena e platea tende ad annullarsi.
Il disegno luci è di Davide Scognamiglio, il disegno sonoro di Tommy Grieco, le scene sono firmate da Monica Costigliola, i costumi da Marta Zazzaro. La regia video è di Alessandro Scarano, mentre l’aiuto regia e la responsabilità del progetto sono affidati a Marianita Carfora. Le audio descrizioni sono curate da Anna Bocchino e Antonia Cerullo, la fotografia è di Guglielmo Verrienti, l’organizzazione di Michele Canciello e Napoleone Zavatto, l’ufficio stampa e comunicazione di Theatron 2.0. La produzione è di Murìcena Teatro, con il sostegno del Ministero della Cultura e con partner di progetto Manovalanza ETS e Baracca dei Buffoni. Lo spettacolo ha una durata di un’ora e dieci minuti.
La giornata del Campania Teatro Festival si completa con le mostre fotografiche allestite in Vico Mauriello, a Palazzo Reale di Napoli: Con i tuoi occhi, con fotografie di Salvatore Liguori; Siria, con fotografie di Romeo Civilli; e Jazz: la pellicola del suono, con fotografie di Salvatore Pastore. Tre percorsi visivi che ampliano il dialogo tra scena, immagine e memoria, confermando la vocazione del festival a costruire un programma multidisciplinare, in cui teatro, fotografia, musica e arti visive si intrecciano.
Nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, il Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, propone inoltre un live che è insieme concerto e installazione visiva: dalle ore 19.00 è previsto Cipolletta, mentre dalle ore 21.00 arriva Populous A/V live, progetto del producer e compositore riconosciuto a livello internazionale per il suo lavoro tra elettronica, visual art e sperimentazione contemporanea.
Con SID – Fin qui tutto bene e Dimenticata Pace, il Campania Teatro Festival 2026 costruisce una giornata attraversata da una tensione comune: guardare il presente senza scorciatoie, mettendo in scena da un lato la deriva di un’identità smarrita nella società dello spettacolo e dall’altro la necessità di tornare a cercare la pace come esperienza concreta, condivisa, corporea. Due spettacoli diversi per linguaggio, forma e prospettiva, ma uniti dalla stessa urgenza: fare del teatro uno spazio di interrogazione civile, dove le ferite del nostro tempo non vengono rimosse, ma attraversate.
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