L’edizione 2025 dei Cavalieri del Lavoro celebra il talento imprenditoriale italiano: tra i 25 insigniti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Spiccano i nomi di Francesco Caltagirone, Francesco Milleri e Claudio Descalzi, vere e proprie icone del sistema produttivo italiano.
Francesco Caltagirone, classe 1968, è dal 1996 alla guida di Cementir Holding, azienda simbolo dell’internazionalizzazione del comparto edilizio italiano. Sotto la sua leadership, il gruppo è cresciuto fino a operare in 18 Paesi, con un portafoglio che spazia dal cemento agli aggregati, fino ai prodotti ad alto valore aggiunto, generando occupazione per oltre 3.000 persone.
Francesco Milleri, classe 1959, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica, ha affiancato Leonardo Del Vecchio nella storica fusione tra il colosso italiano e il gruppo francese, dando vita a un leader mondiale nella produzione di occhiali e lenti, con 600 stabilimenti, 18.000 negozi e oltre 710 milioni di lenti prodotte ogni anno.
Tra i volti noti figura anche Claudio Descalzi, attuale amministratore delegato di ENI, entrato in azienda all’inizio degli anni Ottanta. Descalzi è oggi il più longevo AD nella storia del Cane a sei zampe, protagonista della transizione energetica e della trasformazione industriale del colosso pubblico.
Significativa, quest’anno, la rappresentanza del Mezzogiorno e, in particolare, dalla Campania, con figure chiave dell’industria, della cultura e dell’identità produttiva del Sud Italia: Fulvio Scannapieco, Maria Giovanna Paone e Piero Mastroberardino. Tre nomi che raccontano, ciascuno nel proprio settore, una storia di eccellenza, innovazione e radicamento territoriale.
Fulvio Scannapieco, classe 1952, è il fondatore e presidente della ALA – Advanced Logistic for Aerospace, una delle realtà più dinamiche della filiera aerospaziale europea. Con sede a Napoli, ALA fornisce componentistica e soluzioni logistiche avanzate per gruppi internazionali del settore avionico e della difesa. La sua visione imprenditoriale ha trasformato una PMI campana in un punto di riferimento globale, valorizzando competenze locali e tecnologia ad alta intensità.
Accanto a lui, tra i nuovi Cavalieri del Lavoro, c’è Maria Giovanna Paone, presidente e anima creativa di Kiton, marchio simbolo dell’eleganza sartoriale napoletana. Figlia del fondatore Ciro Paone, guida oggi un’impresa che unisce tradizione artigianale e modernità produttiva, con un respiro internazionale che non ha mai rinunciato all’identità partenopea. Sotto la sua direzione, Kiton ha consolidato i marchi Kired e Sartorio, rafforzando il posizionamento del lusso su misura nel mondo.
Completa il trio campano Piero Mastroberardino, classe 1965, alla guida della storica azienda vitivinicola Radici Mastroberardino con sede in Irpinia. Professore universitario e scrittore, oltre che imprenditore, ha trasformato la sua azienda in un modello di eccellenza enoica nel rispetto delle varietà autoctone campane, come l’Aglianico e il Fiano di Avellino. I suoi vini DOCG sono oggi ambasciatori del territorio su scala globale, simbolo di una filiera che coniuga agricoltura, cultura e impresa.
Ma il Sud si distingue anche oltre la Campania. Dalla Puglia, la presidente Laura Ruggiero guida l’azienda Faver, attiva nella metalmeccanica specializzata in opere idrauliche, marittime e meccaniche. La sua leadership testimonia il ruolo crescente delle donne nella grande impresa del Sud, con una gestione improntata a qualità, ingegneria e sostenibilità ambientale.
Infine, dalla Sicilia, l’imprenditore Giuseppe Basile, classe 1967, è stato premiato per il suo impegno alla guida della Basicem, azienda catanese leader nella lavorazione e trasformazione di prodotti siderurgici. La sua impresa ha saputo distinguersi per efficienza, innovazione e competitività, contribuendo al rilancio industriale di un territorio complesso e strategico come quello etneo.
Le storie di Scannapieco, Paone, Mastroberardino, Ruggiero e Basile raccontano un Mezzogiorno fatto di coraggio, visione e concretezza. Imprenditori e imprenditrici che, pur partendo da realtà territoriali spesso considerate marginali, hanno saputo raggiungere l’eccellenza nazionale e internazionale, mantenendo saldi i legami con le comunità, il lavoro e la tradizione.
Il Sud Italia, grazie a questi esempi virtuosi, dimostra di essere motore dell’economia reale, capace di innovare senza dimenticare le proprie radici. Con questi nuovi Cavalieri del Lavoro, il Mezzogiorno si conferma protagonista di un’Italia che sa guardare lontano.
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(foto tratta da sito del gruppo | ALA)
