Il mare di Viareggio accoglie il varo del nuovo peschereccio Salvatore P, destinato a raggiungere presto Cetara e a diventare una delle sue imbarcazioni più rappresentative. In questa giornata om Darsena, tra il profumo del legno fresco e il richiamo del mare aperto, la famiglia Pappalardo celebra non solo la nascita di un nuovo scafo, ma un ulteriore passo nella lunga storia della loro flotta, una delle più radicate e rispettate dell’intera Costiera Amalfitana.
Pur essendo stato varato lontano dal borgo campano, Salvatore P, costruito dal Mediterranea Ship Yard e progettato dallo studio francese Mauric, sembra portare già con sé il respiro di Cetara, la sua anima salmastra, il suo ritmo antico fatto di reti, correnti, lune e tradizioni. L’imbarcazione — 48 metri di lunghezza per 5,80 di larghezza — è dedicata a Salvatore Pappalardo, figura centrale per la famiglia, esempio di dedizione, lungimiranza e profondo rispetto per il mare. Il suo nome diventa una promessa che continua a navigare, affidata ora alle nuove generazioni.

Negli ultimi anni, i Pappalardo si sono distinti per un impegno costante nel rinnovamento della flotta, scegliendo imbarcazioni moderne, efficienti, meno impattanti e più sicure per i loro equipaggi. Salvatore P ne è la sintesi: tecnologia avanzata, materiali resistenti e soluzioni pensate per affrontare al meglio le lunghe battute di pesca nel Mediterraneo. È un investimento che guarda lontano, coerente con la visione di una famiglia che ha sempre scelto di crescere senza tradire le proprie radici.
Tra queste radici c’è la pesca al tonno rosso, uno dei pilastri dell’attività storica dei Pappalardo. Una pratica antica, regolata, fatta di tempi precisi, di rispetto assoluto per le quote e per gli equilibri dell’ecosistema marino. Le campagne del tonno rosso, che richiedono forza, esperienza e un’intima conoscenza del mare, hanno contribuito a consolidare la reputazione della famiglia non solo a Cetara, ma lungo tutto il versante tirrenico.
Accanto alla pesca al tonno, Cetara custodisce un’altra tradizione preziosa: quella della colatura di alici, prodotto identitario del borgo e patrimonio culturale prima ancora che gastronomico. È una storia di pazienza e di saper fare, fatta di tini in legno, sale, attese e antico sapere. La flotta Pappalardo, con le sue imbarcazioni, ha contribuito negli anni a sostenere anche questo segmento fondamentale della vita cetarese, fornendo materia prima di qualità e salvaguardando i ritmi naturali della pesca alle alici.
Il varo del Salvatore P diventa così una celebrazione che unisce due mari: quello di Viareggio, dove l’imbarcazione è stata costruita, e quello di Cetara, dove presto approderà per iniziare la sua nuova vita. È un ponte simbolico tra tradizione e innovazione, tra memoria e futuro.
Il comandante è Gilles Pappalardo, alla guida della prima “Genevieve P” sin dai suoi 22 anni. Oggi, a 47, porta su questa nave un bagaglio di esperienza che affonda le radici in oltre cinque generazioni di pescatori. Guardare al Salvatore P significa guardare indietro: alla cianciola del patriarca Domenico, sopravvissuta all’alluvione del ’54, al legno dell’Astore nel 1961, alla nascita della prima cooperativa, alle grandi imbarcazioni varate a Viareggio dagli anni ’70, alle due Genevieve e al Domenico P; alle sfide imposte dalle normative del 2010, al catamarano Giovanna P, simbolo del nuovo corso tecnologico. Ogni barca è stata un atto di fede. Ogni sconfitta, un rilancio. Ogni innovazione, un pezzo di futuro costruito nel nome di Cetara.
Per i Pappalardo, questo momento è la conferma di un cammino iniziato molto tempo fa e che oggi vede nuove generazioni pronte a diventare custodi del sapere familiare. Con questa nuova nave, Salvatore e i figli Gilles, David e Alfonso affidano al mare un impegno, che Cetara continui ad essere un luogo in cui il mare non si sfrutta, ma si rispetta, dove la tradizione non solo si conserva, ma si rinnova, dove il futuro non si attende, ma si costruisce.
Quando Salvatore P entrerà nel porto di Cetara, sarà accolto come un figlio che torna a casa. Diventerà parte di un paesaggio vivo, fatto di voci, di reti che si sollevano all’alba, di barche che rientrano al tramonto, di mani che lavorano con lo stesso rispetto antico che ha reso la marineria cetarese famosa in tutta Italia. Sarà un nuovo capitolo nella storia di una famiglia che ha scelto il mare come destino, responsabilità e orgoglio.
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