Nel cuore della Borsa Mediterranea del Turismo in corso a Napoli, alla Mostra d’Oltremare, Confesercenti Campania ha acceso i riflettori su una delle grandi sfide del presente e del futuro del Mezzogiorno: trasformare l’ottimo momento del turismo campano in una crescita ancora più strutturata, qualificata e competitiva. L’occasione è stata il convegno “Campania: baricentro del turismo, benessere, sport e salute”, promosso per mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, associazioni di categoria, mondo accademico e operatori del settore, in un confronto che ha avuto il merito di riportare al centro un dato ormai evidente: Napoli e la Campania stanno vivendo una stagione straordinaria sul piano dell’attrattività, ma per consolidare davvero questo primato serve alzare ulteriormente la qualità dell’offerta.

A imprimere la direzione del dibattito è stato il presidente regionale e vicepresidente nazionale di Confesercenti, Vincenzo Schiavo, che ha scelto di partire dai numeri per fotografare il peso reale del comparto. La Campania, ha ricordato, è oggi una delle principali economie turistiche del Sud e dell’intero Paese, con oltre 24 milioni di presenze, un fatturato che sfiora i 5,5 miliardi di euro e una filiera vastissima che coinvolge imprese, servizi, lavoro diretto e indotto. Ma il punto centrale del suo intervento non è stato soltanto celebrativo. Al contrario, Schiavo ha lanciato un messaggio molto chiaro: il momento positivo non va considerato un punto d’arrivo, bensì una base da cui partire per offrire ai turisti esperienze più ricche, autentiche e integrate.
È qui che il convegno ha assunto un significato politico ed economico preciso. Alla presenza dell’assessore al Turismo della Regione Campania, Vincenzo Maraio, e dell’assessora al Turismo del Comune di Napoli, Teresa Armato, Confesercenti Campania ha ribadito la necessità di una collaborazione stabile tra pubblico e privato. Il senso del confronto è stato netto: se la Campania vuole giocare fino in fondo la partita internazionale del turismo, non può limitarsi a capitalizzare il fascino naturale di città, coste, siti archeologici e tradizioni enogastronomiche, ma deve investire in una visione più ampia, capace di connettere accoglienza, servizi, mobilità, salute, benessere, sport e grandi eventi.
Il tema scelto da Confesercenti non è casuale. Parlare di Campania come “baricentro del turismo, benessere, sport e salute” significa infatti spostare l’attenzione da una visione tradizionale e spesso frammentata del comparto a un’idea più moderna di destinazione. Il turista contemporaneo non cerca più soltanto bellezza o patrimonio artistico: pretende qualità dell’esperienza, accessibilità, organizzazione, sicurezza, servizi efficienti, proposta culturale, attività outdoor, occasioni di benessere, eventi di richiamo internazionale. In questo quadro, Napoli e la Campania hanno un vantaggio competitivo enorme, ma devono dimostrare di saperlo governare con continuità.
Il parterre dei partecipanti ha rispecchiato proprio questa impostazione trasversale. Con Emanuela Augelli per AIGO e il comparto extralberghiero, Alessandro Todoro per Confesercenti Sanità, Marco Bottiglieri per Assoturismo Campania, Antonio Pavone per Federnoleggio Campania, Emilia Buonaventura per Federagit Campania, Achille Lauro per Assoviaggi Campania e Loredana Parisi per il segmento del destination wedding tourism, il confronto ha abbracciato i diversi volti del turismo regionale. Non più, dunque, un settore isolato, ma una filiera complessa in cui ospitalità, mobilità, intermediazione, guide, viaggi organizzati, sanità e turismo esperienziale devono dialogare in maniera sempre più stretta.
Particolarmente significativo è stato anche il contributo del mondo istituzionale e accademico, con la professoressa Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, Aniello Di Vuolo, presidente della Fondazione ITS BACT, e Sergio Roncelli, presidente del CONI Campania. La loro presenza ha rafforzato il messaggio di fondo del convegno: il turismo non è più soltanto vacanza, ma si intreccia sempre di più con salute, formazione, attività fisica, cultura del benessere e grandi appuntamenti sportivi. In questa prospettiva, la Campania può davvero proporsi come piattaforma mediterranea capace di intercettare nuovi flussi e nuove tipologie di visitatori.
Uno dei passaggi più interessanti del dibattito ha riguardato il valore dei grandi eventi come fattore di visibilità e di trasformazione. In particolare, è emerso il ruolo potenziale dell’America’s Cup come straordinario acceleratore di reputazione internazionale per Napoli e per l’intera regione. L’evento è stato indicato come una leva capace di amplificare la proiezione globale del territorio, ma anche come un banco di prova per misurare la capacità del sistema locale di fare rete, pianificare i servizi e presentarsi al mondo con standard all’altezza delle grandi capitali del turismo. Accanto a questo, è stato richiamato anche il valore della cucina italiana patrimonio UNESCO e la centralità di Napoli nel Mediterraneo come città culturale, sportiva e turistica sempre più attrattiva.
Nelle parole di Vincenzo Schiavo si è colta con chiarezza una doppia lettura. Da una parte l’orgoglio per una Campania che corre, cresce e si afferma come destinazione di primo piano; dall’altra la consapevolezza che i risultati raggiunti impongono adesso uno scatto ulteriore. Il turismo, in questa visione, non può essere solo volume di presenze, ma qualità diffusa, capacità di trattenere i visitatori più a lungo, incremento della spesa media, valorizzazione di territori meno battuti, destagionalizzazione dei flussi e rafforzamento dell’intera economia locale. In altre parole, il successo va trasformato in sistema.
Il convegno promosso da Confesercenti Campania ha avuto dunque il merito di rimettere al centro i bisogni concreti delle imprese e di riportare la politica davanti a una responsabilità precisa: ascoltare il comparto e tradurre le esigenze degli operatori in scelte di sviluppo. È questo il terreno su cui si gioca la vera sfida dei prossimi anni. Perché se Napoli e la Campania hanno già dimostrato di saper attrarre, ora devono dimostrare di saper fidelizzare, innovare e differenziare la propria proposta. L’obiettivo indicato da Schiavo è semplice solo in apparenza: offrire a chi sceglie la regione un’esperienza completa, autentica, moderna e competitiva, fatta di accoglienza, cultura, eccellenze enogastronomiche, salute, benessere e grandi eventi.
A rendere ancora più efficace il confronto è stata la conduzione della giornalista Emanuela Sorrentino, che ha accompagnato il dibattito tra istituzioni, categorie produttive e mondo accademico, favorendo un dialogo concreto e orientato alle prospettive. Ed è forse proprio questa la vera notizia emersa dalla BMT: la convinzione, sempre più condivisa, che il turismo campano non possa più essere letto come una semplice somma di attrattori, ma come un ecosistema strategico da governare con visione, investimenti e alleanze. Se il territorio saprà muoversi in questa direzione, il boom di oggi potrà davvero diventare sviluppo stabile domani.
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