Il Decreto Campi Flegrei, nella sua formulazione attuale, non risponde pienamente alle esigenze dei cittadini e necessita di interventi correttivi. È la posizione espressa dal sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, che ha annunciato il lavoro dell’amministrazione comunale sulle proposte di emendamento, elaborate insieme agli altri Comuni dell’area flegrea, alla Regione Campania e ai parlamentari impegnati sul territorio.
Secondo Manzoni, il provvedimento presenta ancora alcune lacune normative che potrebbero penalizzare le famiglie colpite dal bradisismo e rallentare la ripresa dell’intera area. L’obiettivo prioritario è quindi rafforzare le misure economiche, ampliare la platea dei beneficiari e rendere più rapide le procedure amministrative necessarie per ottenere contributi e avviare i lavori di messa in sicurezza degli immobili.
Tra le richieste principali avanzate dal Comune di Pozzuoli figura l’aumento delle risorse disponibili, accompagnato da un vincolo che ne garantisca l’effettivo utilizzo a favore del territorio. La proposta prevede la creazione di un Fondo Unico Permanente nel quale far confluire le risorse legate alle schede AEDES e CARTIS. Uno strumento stabile che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe consentire la riapertura periodica delle finestre temporali per la presentazione delle domande e assicurare continuità agli interventi.
Il Comune chiede inoltre che la copertura finanziaria per i lavori di riqualificazione sismica possa arrivare fino al 100% delle spese ammissibili. Una misura considerata indispensabile per evitare che i costi rimasti a carico dei proprietari impediscano o rallentino la messa in sicurezza degli edifici danneggiati.
Un altro punto centrale riguarda il Contributo di Autonoma Sistemazione, conosciuto come CAS. La proposta sostenuta da Luigi Manzoni punta a estendere al 31 ottobre 2026 il termine per l’adozione dei provvedimenti di sgombero validi ai fini dell’accesso al sostegno economico. L’ampliamento dovrebbe interessare anche chi possiede immobili parzialmente interdetti, chi ha ricevuto provvedimenti riguardanti soltanto le pertinenze e gli usufruttuari delle abitazioni.
La richiesta nasce dalla necessità di evitare disparità tra cittadini che, pur vivendo condizioni di disagio simili, rischiano di essere trattati in maniera differente per ragioni esclusivamente procedurali o temporali. L’intenzione è costruire un sistema capace di riconoscere le conseguenze concrete delle interdizioni, anche quando queste non riguardano l’intero immobile.
Per accelerare l’apertura dei cantieri, il Comune propone anche l’erogazione anticipata del 30% del contributo assegnato. La disponibilità immediata di una parte delle risorse permetterebbe ai beneficiari di sostenere le prime spese, affidare i lavori e acquistare i materiali senza dover anticipare somme che molte famiglie non sono in grado di reperire.
Particolare attenzione viene riservata al problema delle difformità edilizie. Secondo Manzoni, le irregolarità presenti negli immobili non possono trasformarsi in un ostacolo insormontabile per la sicurezza delle persone. La proposta consiste nel consentire la regolarizzazione delle piccole difformità sanabili e, per gli abusi che non possono essere sanati, permettere la rimessione in ripristino contestualmente all’esecuzione dei lavori di riqualificazione sismica.
In questo modo, la presenza di difformità non determinerebbe il blocco automatico delle domande. Resterebbe fermo l’obbligo di riportare gli immobili alla conformità prevista dalla legge, ma il percorso potrebbe procedere parallelamente agli interventi necessari per eliminare i danni e ridurre la vulnerabilità sismica.
La semplificazione burocratica rappresenta un’altra priorità indicata dal sindaco di Pozzuoli. Per gestire in modo più efficace le pratiche e coordinare gli interventi, viene proposta l’istituzione di Uffici Speciali all’interno degli enti locali. Strutture dedicate potrebbero alleggerire il carico degli uffici comunali ordinari e offrire ai cittadini un riferimento amministrativo unico.
A questa misura dovrebbe affiancarsi un Tavolo Tecnico Permanente tra Comuni, Regione Campania e Dipartimento Casa Italia. Il coordinamento costante tra i diversi livelli istituzionali permetterebbe di uniformare le procedure, affrontare rapidamente le criticità interpretative e ridurre i tempi necessari per trasformare le risorse stanziate in cantieri effettivamente operativi.
Tra gli emendamenti richiesti trova spazio anche la stabilizzazione del personale della Protezione Civile assunto per fronteggiare l’emergenza. La proposta prevede di ridurre a 24 mesi il requisito di servizio necessario e di garantire la copertura integrale dei costi da parte dello Stato. Per Manzoni, disperdere le professionalità formate sul campo significherebbe indebolire la capacità del territorio di affrontare una situazione complessa e destinata a richiedere un impegno prolungato.
Il sindaco ha ribadito che l’elenco delle modifiche non è ancora chiuso. La struttura comunale è pronta a valutare e integrare anche le proposte provenienti dalla cittadinanza, con l’obiettivo di costruire un fronte istituzionale e sociale unitario. La sicurezza degli edifici, il sostegno alle famiglie sfollate e la ripresa dell’area flegrea richiedono, infatti, risorse certe, regole più inclusive e procedure amministrative capaci di rispondere con rapidità alle esigenze della popolazione.
«Pozzuoli, solo restando unita e remando nella stessa direzione, potrà guardare con fiducia al futuro», ha concluso Luigi Manzoni, richiamando tutte le istituzioni coinvolte alla responsabilità di trasformare gli emendamenti al Decreto Campi Flegrei in risposte concrete per i cittadini.
#CampiFlegrei #DecretoCampiFlegrei #LuigiManzoni #Pozzuoli #Bradisismo #CAS #ProtezioneCivile #SicurezzaSismica #RegioneCampania #SudNotizie
