“È San Marzano solo se è DOP”. Questo il messaggio forte e identitario lanciato nella serata promossa dal Consorzio di Tutela del Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP, presso la sede storica di Villa Lanzara a Sarno, un luogo simbolico per la memoria agricola e industriale del territorio. L’incontro, voluto per rafforzare la consapevolezza e la difesa del prodotto simbolo dell’agro campano, ha visto la partecipazione del sindaco di Sarno Francesco Squillante, del presidente del Consorzio Tommaso Romano, del vicepresidente Giampiero Manfuso e del vicepresidente ANICAV Lino Cutolo, in dialogo con operatori e media provenienti da Germania e Francia.

La scelta di coinvolgere stakeholder internazionali non è casuale: dei 404 milioni di euro di conserve italiane esportate in Germania (277 milioni) e Francia (127 milioni), solo 2 milioni fanno capo al vero Pomodoro San Marzano DOP. Numeri che svelano il peso dell’Italian Sounding, la pratica commerciale scorretta che propone prodotti evocativi ma privi di certificazione, confondendo i consumatori e danneggiando i produttori onesti.
Il San Marzano DOP, riconosciuto come Denominazione di Origine Protetta dal 1996, è un prodotto unico al mondo, frutto di coltivazione manuale da varietà selezionate (San Marzano 2, KIROS e linee migliorate), raccolto a mano e trasformato secondo metodi tradizionali. Solo quando è pelato o a filetti, messo in barattolo di vetro o banda stagnata e sterilizzato per garantirne la conservazione, può portare il nome DOP. Qualsiasi altra versione non rispetta il disciplinare e non rappresenta la tradizione dell’Agro.
“Coltivare seguendo un disciplinare ci mantiene in connessione con il nostro territorio” – ha spiegato Tommaso Romano – “è espressione della nostra tradizione e del nostro amore per la terra. Attraverso queste pratiche agricole preserviamo il senso di una comunità e generiamo valore”.
Un valore oggi minacciato non solo dal sounding, ma anche da inflazione e aumento delle materie prime. Gli ettari coltivati nel 2024 sono stati 350, con oltre 22 milioni di kg di prodotto conferito. Le stime per il 2025 indicano una flessione a 320 ettari e 19 milioni di kg, dovuta al calo di vendite nel canale Retail, dove la scelta dei consumatori è spesso orientata da logiche di prezzo più che di qualità.

“Il Pomodoro San Marzano ha storicamente trainato lo sviluppo delle industrie conserviere campane”, ha ricordato Lino Cutolo, “ma oggi più che mai il suo corretto posizionamento internazionale è vitale per tutto il comparto agroalimentare del Made in Italy”.
Il Consorzio di Tutela, attivo dal 1998, lavora quotidianamente per proteggere il marchio, formare gli operatori e sensibilizzare i consumatori, anche grazie a progetti di comunicazione come quello sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). L’obiettivo è duplice: valorizzare la filiera e garantire al consumatore europeo la possibilità di riconoscere e acquistare un prodotto autentico, sano, etico.
In un mondo saturo di imitazioni e scorciatoie industriali, il Pomodoro San Marzano DOP resta un simbolo di qualità certificata, tradizione agricola, e cultura territoriale. E la sua tutela diventa una questione nazionale, di orgoglio e di futuro.
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