Con l’arrivo della bella stagione, Napoli ritrova uno degli appuntamenti culturali più amati da famiglie, scuole e piccoli spettatori: le Fiabe di Primavera all’Orto Botanico di Napoli, rassegna storica che nel 2026 celebra la sua trentesima edizione e rinnova il legame tra teatro, educazione e natura. L’iniziativa, promossa da I Teatrini con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, e sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Campania e Comune di Napoli, trasforma ancora una volta il grande giardino di via Foria in un palcoscenico a cielo aperto capace di accogliere storie, personaggi e immaginazione.
Il programma prende il via mercoledì 8 aprile 2026 e prosegue fino al 31 maggio, con oltre novanta recite previste tra appuntamenti del fine settimana dedicati alle famiglie e matinée pensate per le scuole. A firmare adattamenti e regia è Giovanna Facciolo, da anni anima creativa di un progetto che ha saputo consolidarsi nel panorama nazionale come presidio culturale per l’infanzia e per le nuove generazioni. Proprio Giovanna Facciolo sottolinea come l’Orto Botanico non sia un semplice contenitore, ma uno dei protagonisti stessi del lavoro teatrale, luogo vivo che accoglie personaggi e storie oltre i confini della pagina scritta.
Il primo titolo in cartellone è Il magico pifferaio, in scena dall’8 al 24 aprile 2026, tratto dai Fratelli Grimm e interpretato da Monica Costigliola, Alessandro Esposito, Adele Amato de Serpis, Chiara Vitiello e Ciro Esposito, con costumi e scene di Anna Radetich e della stessa Monica Costigliola. Lo spettacolo, pensato per bambini dai 5 anni in su, si sviluppa come un percorso itinerante negli spazi all’aperto dell’Orto Botanico e rilegge la celebre favola del pifferaio di Hamelin come racconto civile e contemporaneo. Qui i topi diventano simbolo di incuria e inciviltà, mentre la musica del flauto si trasforma in una chiamata collettiva a immaginare una città migliore, costruita sui bisogni reali delle persone e su una nuova idea di convivenza. Non è solo una fiaba da guardare, ma un’esperienza partecipata che invita i bambini a riflettere, sognare e persino disegnare una comunità più giusta e più attenta.
Dal 13 al 17 aprile e poi di nuovo dal 6 al 31 maggio sarà la volta di Le favole della saggezza, tratto da Fedro, Esopo e La Fontaine, con Annarita Ferraro, in alternanza con Adele Amato de Serpis e Marta Vedruccio, insieme a Melania Balsamo, alle percussioni dal vivo di Dario Mennella e con maschere e oggetti di scena di Marco Di Napoli. Questo allestimento, consigliato dai 3 anni, si svolge ai piedi di un grande albero monumentale e recupera il patrimonio universale delle favole sugli animali per restituirlo al pubblico in forma teatrale, musicale e visiva. In scena prendono vita storie senza tempo come la volpe, il lupo, la cicala, la formica, la lepre e la tartaruga, tutti personaggi che riflettono vizi e virtù dell’umanità. Il risultato è uno spettacolo delicato ma incisivo, capace di unire ironia, ritmo e morale, con quella semplicità solo apparente che rende immortali gli apologhi della tradizione.
A chiudere la stagione, dal 6 al 30 maggio 2026, sarà Gli alberi di Pinocchio, rilettura del capolavoro di Collodi interpretata da Monica Costigliola, Valentina Carbonara, Alessandro Esposito, Adele Amato de Serpis e Antonella Migliore, con costumi e scene di Arianna Pioppi e Monica Costigliola. Anche in questo caso l’ambientazione naturale dell’Orto Botanico diventa parte integrante della drammaturgia, accompagnando il pubblico nel percorso di crescita della marionetta più famosa della letteratura per l’infanzia. Il cuore dello spettacolo è tutto nella trasformazione di Pinocchio, nella sua lotta contro illusioni facili, bugie e scorciatoie seducenti, fino alla conquista di una responsabilità nuova. È una messinscena che conserva il fascino dell’avventura ma mette al centro il valore dell’impegno, della scuola, della fatica necessaria per diventare davvero se stessi.
La forza di questa rassegna sta proprio nella sua formula, ormai collaudata ma ancora sorprendente: il teatro non entra semplicemente in un giardino, ma dialoga con alberi, prati, sentieri e scorci naturali, trasformando ogni spettacolo in un’esperienza immersiva. L’Orto Botanico di Napoli, fondato come Real Giardino delle Piante con decreto del 1807 e considerato uno dei maggiori orti botanici europei per importanza delle collezioni e numero di specie coltivate, aggiunge così alla propria funzione scientifica ed educativa una dimensione culturale e narrativa di grande fascino. In questo contesto, la rassegna delle fiabe riesce a unire intrattenimento, formazione e sensibilità ambientale, offrendo a bambini e adulti non solo uno spettacolo, ma un modo diverso di abitare lo spazio urbano e naturale.
Anche i numeri confermano la solidità del progetto. Luigi Marsano, presidente de I Teatrini, ricorda come in oltre tre decenni siano stati accolti migliaia di spettatori e sia stato costruito un nucleo artistico e tecnico stabile di circa venti professionisti. È il segno di una continuità rara, che negli anni ha fatto delle Fiabe di Primavera un punto di riferimento per il teatro ragazzi in Campania e non solo. In una città che ha un rapporto profondo con il racconto, la scena e l’educazione sentimentale delle nuove generazioni, questa manifestazione continua a rappresentare una delle esperienze più riconoscibili e riuscite del calendario culturale partenopeo.
Dal punto di vista pratico, gli spettacoli si tengono all’Orto Botanico di Napoli, in via Foria 223. La capienza massima prevista è di 80 spettatori per recita. Il biglietto unico per adulti e bambini costa 9 euro nei fine settimana ed è obbligatoria la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni sono indicati i numeri 081 0330619 e 327 0795871, anche via WhatsApp, mentre per le recite scolastiche è disponibile il contatto email dedicato. Un elemento che rende l’iniziativa ancora più accessibile e interessante per chi cerca eventi per bambini a Napoli nella primavera 2026.
In definitiva, le Fiabe di Primavera 2026 all’Orto Botanico di Napoli si confermano come un appuntamento di grande valore culturale, educativo e simbolico. Non solo perché riportano in scena tre classici della letteratura per l’infanzia con una scrittura teatrale capace di parlare al presente, ma perché mostrano come il teatro possa ancora essere uno strumento potente per educare allo stupore, alla relazione e alla cittadinanza. In un tempo in cui le famiglie cercano esperienze autentiche e condivise, e le scuole hanno bisogno di proposte di qualità, il progetto di I Teatrini e Giovanna Facciolo rappresenta una risposta concreta, colta e coinvolgente. Napoli, ancora una volta, ritrova così nel suo Orto Botanico non solo un luogo della scienza, ma anche uno spazio del meraviglioso.
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Orto Botanico di Napoli, Via Foria 223, Napoli
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)


