Una giornata memorabile quella che ha visto il Premio Nobel per la Fisica Eric Allin Cornell visitare il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli. Lo scienziato statunitense, celebre per aver sintetizzato nel 1995 il primo Condensato di Bose-Einstein con Carl E. Wieman, ha fatto tappa nella città partenopea durante il suo soggiorno in Italia per partecipare a un congresso internazionale di fisica atomica a Capri. Lo ha accompagnato Massimo Inguscio, già presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e docente alla Università Federico II di Napoli, promotore trent’anni fa proprio sull’isola dell’annuncio della scoperta che valse a Cornell il Nobel nel 2001, insieme a Wolfgang Ketterle.
Ad accoglierlo al museo è stato il direttore Eike Schmidt, che ha condotto una visita immersiva tra i capolavori custoditi nella reggia borbonica. Particolare attenzione è stata dedicata al celebre Ritratto di fra Luca Pacioli con un allievo, attribuito a Jacopo de’ Barbari, opera emblematica del connubio tra arte e scienza. Nel dipinto rinascimentale, il matematico è rappresentato mentre illustra una formula tratta dagli Elementi di Euclide, affiancato da strumenti di calcolo, un dodecaedro e un poliedro in cristallo contenente acqua, su cui si riflette un edificio. L’opera, conservata nella Sala 62 al secondo piano del museo, rappresenta uno dei vertici assoluti della rappresentazione visiva della conoscenza, in grado di parlare anche a una mente scientifica contemporanea come quella di Cornell.
Durante la visita, Maria Laura Chiacchio, funzionaria storica dell’arte del museo, ha illustrato le altre opere presenti, offrendo una lettura iconografica delle connessioni tra sapere umanistico e sapere scientifico, che attraversano i secoli e continuano a dialogare nel presente. L’incontro si è rivelato anche un’occasione per mostrare allo scienziato le nuove sfide che Capodimonte sta affrontando sul fronte dell’innovazione e della sostenibilità. Il museo sta infatti portando avanti importanti lavori di transizione energetica, che lo trasformeranno in una delle strutture museali più avanzate d’Europa sul piano ambientale e tecnologico.
“Una visita magnifica che testimonia il nostro amore, condiviso con il direttore Eike Schmidt, per l’unicità della cultura umanistica e scientifica”, ha dichiarato Massimo Inguscio al termine della giornata. Parole che sintetizzano lo spirito di un incontro in cui la grande fisica del XXI secolo ha riconosciuto il valore eterno della bellezza e della conoscenza del Rinascimento italiano. Il Museo di Capodimonte si conferma così luogo di eccellenza, ponte ideale tra discipline, visioni e generazioni, capace di ispirare i protagonisti della scienza contemporanea attraverso i capolavori del passato.
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