Dal 4 settembre al 30 novembre 2025 le sale monumentali di Villa Campolieto a Ercolano accoglieranno La Platea dell’Umanità, la più ampia antologica mai realizzata nel Sud Europa dedicata a Sarenco (pseudonimo di Isaia Mabellini, 1945–2017), artista radicale e visionario, tra i protagonisti assoluti della poesia visiva e dell’arte contemporanea internazionale. L’inaugurazione è prevista giovedì 4 settembre alle ore 18.00, con ingresso gratuito fino al 15 settembre, e si annuncia come uno degli appuntamenti culturali più importanti del 2025.

L’esposizione, promossa dal Ministero della Cultura e dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, presieduta da Gennaro Miranda, è organizzata dalla Fondazione Sarenco e da AR Project, con la curatela di Oriano Mabellini e Franco Riccardo. In mostra oltre 150 opere tra dipinti, collage, fotografie, materiali editoriali, video e documentazioni performative, in un percorso che racconta la straordinaria capacità dell’artista di coniugare parola e immagine, estetica e politica, ironia e critica sociale.
Sarenco, figura cardine delle neoavanguardie, ha attraversato gli anni Settanta e Ottanta con progetti editoriali e performance che hanno reso la poesia visiva un’arma critica contro i conformismi linguistici e ideologici. Fondatore della rivista Lotta Poetica, editore, cineasta e promotore culturale, ha fatto della contaminazione tra linguaggi un atto radicale, trasformando la scrittura e l’immagine in strumenti di lotta e utopia.

Un aspetto centrale del suo percorso è stato il legame con il continente africano, sviluppato in decenni di progetti e collaborazioni non in chiave esotica, ma come autentico dialogo culturale e politico. Proprio in questa direzione si colloca la presentazione ufficiale, in occasione dell’inaugurazione, del progetto Continente Africa, grande esposizione internazionale dedicata all’arte contemporanea africana che si terrà nel 2026 ancora a Villa Campolieto. Ideata dalla Fondazione Sarenco insieme a AR Project e alla Fondazione Ente Ville Vesuviane, la mostra darà spazio alle nuove generazioni di artisti africani in dialogo con le avanguardie internazionali, nel segno della visione interculturale di Sarenco.
Ad aprire l’inaugurazione sarà l’intervento di Giosuè Allegrini, critico di riferimento per l’arte contemporanea, che offrirà una lettura del significato storico e politico della retrospettiva. Con questa mostra, Villa Campolieto conferma il suo ruolo non solo come patrimonio architettonico ideato da Luigi Vanvitelli, ma come polo vivo e dinamico dell’arte contemporanea.
La Platea dell’Umanità non è solo una retrospettiva, ma un manifesto, un viaggio attraverso la complessità poetica e visiva di Sarenco, che continua a parlare al presente e a una platea globale, con la forza della provocazione e il respiro della poesia.
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