La creatività delle nuove generazioni diventa uno strumento per raccontare una Napoli multiculturale, attraversata da trasformazioni sociali e nuove identità. Al 56° Giffoni Film Festival è stato presentato “La Voce dei Giovani: Le Porte di Napoli”, progetto educativo e culturale giunto alla quarta edizione, dal quale è nato Liberty, cortometraggio musicale diretto da Francesco Coppola.
La presentazione si è svolta giovedì 23 luglio 2026, offrendo al pubblico del festival l’occasione di conoscere un percorso che utilizza il linguaggio audiovisivo per coinvolgere direttamente ragazze e ragazzi nella costruzione di un racconto condiviso della città. L’edizione 2026 del progetto è promossa e finanziata dal Comune di Napoli, ideata e realizzata da Giffoni Innovation Hub in collaborazione con Mad Entertainment, Dedalus Cooperativa Sociale e Associazione Gomitoli.
Il titolo “Le Porte di Napoli” richiama due luoghi simbolici del capoluogo campano: Porta Capuana e l’area della Stazione Centrale. Sono quartieri complessi e vitali, nei quali fragilità urbane, migrazioni, tradizioni e culture differenti si incontrano quotidianamente, dando forma a un tessuto sociale in continua evoluzione. Proprio qui si è sviluppato il percorso che ha coinvolto giovani migranti, minori stranieri non accompagnati e ragazzi italiani di seconda e terza generazione.
Il progetto non si è limitato a osservare dall’esterno i temi dell’integrazione e della multiculturalità, ma ha affidato ai partecipanti il compito di raccontarli attraverso le proprie esperienze. Nel confronto sono emerse le difficoltà legate all’appartenenza, alla ricerca di una propria identità e alla convivenza tra mondi differenti, ma anche la capacità dei giovani di creare relazioni, superare gli stereotipi e immaginare prospettive nuove per sé stessi e per la città.
Il percorso di educazione all’audiovisivo è stato articolato in diverse fasi. La prima è stata dedicata alla scrittura cinematografica attraverso un laboratorio di 24 ore, suddiviso in otto lezioni frontali e ospitato negli spazi del Centro Interculturale Gomitoli. Durante gli incontri, i partecipanti hanno potuto conoscere gli strumenti fondamentali del racconto per immagini, approfondire l’analisi dei film e sperimentare direttamente le tecniche della scrittura creativa.
La fase successiva li ha messi di fronte a una sfida ancora più concreta: ideare un soggetto originale destinato a diventare un cortometraggio. La proposta selezionata è stata sviluppata in sceneggiatura dal team di produzione di Giffoni Innovation Hub, mantenendo al centro le emozioni, le esperienze e il punto di vista emersi durante il laboratorio.
Da questo lavoro collettivo è nato Liberty, short film della durata di circa dieci minuti diretto da Francesco Coppola e costruito secondo la struttura innovativa di un musical contemporaneo. La storia segue due giovani innamorati costretti ad affrontare una gravidanza inattesa. Una situazione che li pone improvvisamente davanti alle conseguenze delle loro scelte, alle differenze tra i rispettivi contesti sociali e culturali e, soprattutto, alla paura di diventare adulti prima di sentirsi davvero pronti.
Attraverso la vicenda dei protagonisti, Liberty affronta temi universali come la crescita, la responsabilità, l’amore e la costruzione dell’identità personale. La città non rappresenta soltanto lo sfondo della storia, ma diventa parte integrante del racconto: una Napoli in continuo movimento, attraversata da contraddizioni e differenze, ma anche capace di generare incontri, creatività e nuove forme di appartenenza.
A interpretare la protagonista è Mariéme Leyla Gueye, giovane di origini senegalesi che aveva preso parte anche al laboratorio di scrittura. La sua presenza davanti alla macchina da presa rappresenta pienamente lo spirito del progetto, perché mostra come i ragazzi coinvolti non siano rimasti semplici destinatari di un’attività formativa, ma siano diventati autori e interpreti del racconto.
Al suo fianco, nel ruolo del protagonista maschile, compare Mattia Cozzolino, giovane attore già conosciuto dal pubblico per la sua partecipazione alla serie Gomorra – Le Origini. L’incontro tra esperienze artistiche differenti contribuisce a restituire autenticità a una storia che nasce dal territorio, ma cerca di parlare a un pubblico più ampio.
Un ruolo centrale in Liberty è affidato alla musica. La direzione musicale è stata curata da Marco De Toma, conosciuto artisticamente come Marco Drast e componente del duo Psicologi, insieme al produttore Alex Legit e a Riccardo Sano dei Thru Collected.
Per il cortometraggio sono stati composti tre brani originali, interpretati dagli amici dei protagonisti. Le canzoni non funzionano come un semplice accompagnamento, ma assumono il ruolo di un coro contemporaneo che osserva gli eventi, dà voce alle emozioni dei personaggi e porta in superficie dubbi, paure e conflitti interiori. Il riferimento è quello del coro del teatro greco, reinterpretato attraverso i suoni, i linguaggi e la sensibilità delle nuove generazioni.
Il musical diventa così uno spazio espressivo nel quale le parole pronunciate non bastano più e devono essere sostenute dalla musica. Una scelta che consente al cortometraggio di affrontare argomenti delicati senza trasformarli in una lezione morale, lasciando invece che siano i sentimenti e le contraddizioni dei protagonisti a guidare il pubblico.
Attraverso il laboratorio e l’esperienza sul set, “La Voce dei Giovani” ha offerto ai partecipanti l’opportunità di raccontare sé stessi e il luogo nel quale vivono, affrontando direttamente questioni come identità, integrazione, appartenenza e futuro. Il risultato non è soltanto un prodotto audiovisivo, ma il punto di arrivo di un processo basato sull’ascolto, sulla condivisione e sulla collaborazione.
A presentare il progetto al pubblico della 56ª edizione del Giffoni Film Festival sono stati Ferdinando Tozzi, delegato del sindaco di Napoli per l’industria musicale e l’audiovisivo, Francesco Coppola, regista del cortometraggio, e Luigi Sales, Head of Original Content and Production di Giffoni Innovation Hub. Nel corso dell’incontro è stato annunciato anche il percorso festivaliero che accompagnerà Liberty nei prossimi mesi.
Secondo Ferdinando Tozzi, il raggiungimento della quarta edizione conferma la solidità di un progetto che il Comune di Napoli porta avanti insieme a Giffoni Innovation Hub, Giffoni Film Festival e Mad Entertainment. Un percorso che negli anni ha dimostrato la forza dell’audiovisivo come strumento educativo e sociale, adattandosi di volta in volta alle realtà e ai bisogni dei territori coinvolti.
La prima edizione, avviata nel 2023, aveva visto la partecipazione degli studenti delle scuole napoletane. La seconda era stata dedicata ai ragazzi dell’Istituto penale per minorenni di Nisida, concentrandosi sui valori della legalità e del riscatto sociale. La terza aveva rivolto l’attenzione a Napoli Est e a Ponticelli, contribuendo a mantenere viva la memoria di Ciro Colonna, giovane vittima innocente della camorra.
Con “Le Porte di Napoli”, il progetto compie un ulteriore passo in avanti e affronta il tema della multiculturalità nelle aree della Stazione Centrale e di Porta Capuana. Il coinvolgimento diretto di migranti e giovani di seconda generazione dimostra come investire sul talento e sulle storie delle nuove generazioni possa trasformare le complessità urbane in occasioni di crescita culturale, sociale ed economica.
Per Luca Tesauro, cofondatore e chairman di Giffoni Innovation Hub, il progetto rappresenta un esempio concreto di innovazione culturale: non un intervento isolato, ma un modello capace di crescere, radicarsi nel territorio e generare valore per le persone e le comunità. Il cortometraggio costituisce il risultato più visibile, mentre l’impatto profondo riguarda le relazioni create, le competenze sviluppate e la possibilità offerta ai ragazzi di esprimersi liberamente.
Anche Luigi Sales ha sottolineato la natura partecipativa dell’iniziativa. L’obiettivo, ha spiegato, è accompagnare i giovani in un viaggio di scoperta creativa e professionale, coinvolgendoli dalla scrittura del soggetto fino alle riprese. I partecipanti non sono quindi semplici spettatori, ma diventano i veri autori della narrazione e contribuiscono a portare sullo schermo un’immagine di Napoli autentica, vitale e libera dagli stereotipi.
Il regista Francesco Coppola ha raccontato di aver vissuto il progetto come un onore e, allo stesso tempo, come una grande responsabilità. Durante il laboratorio di scrittura ha scelto un rapporto il più possibile orizzontale con i partecipanti, mettendo a disposizione gli strumenti del cinema ma lasciandosi, a sua volta, guidare dalle loro esperienze e dai loro punti di vista.
Proprio da questo dialogo è nata la scelta di realizzare un musical contemporaneo, nel quale la musica non fosse utilizzata come elemento decorativo, ma come mezzo capace di amplificare ciò che i personaggi sentono e non riescono sempre a esprimere attraverso le parole. L’auspicio del regista è che, grazie a Liberty, le voci dei giovani coinvolti possano arrivare lontano e raggiungere persone e luoghi ai quali, da sole, avrebbero avuto difficoltà ad accedere.
Liberty restituisce così il ritratto di una Napoli lontana dalle rappresentazioni più convenzionali: una città giovane, plurale, inquieta e in continua trasformazione. Una città nella quale l’incontro tra culture non cancella le difficoltà, ma può trasformarle in energia creativa e in un nuovo modo di immaginare il futuro.
Il valore di “La Voce dei Giovani: Le Porte di Napoli” risiede soprattutto in questo passaggio: dare ai ragazzi non soltanto la possibilità di essere raccontati, ma gli strumenti necessari per raccontarsi. Il cinema diventa una porta attraverso la quale entrare nella città, comprenderne le contraddizioni e osservare Napoli con gli occhi di chi la sta vivendo, cambiando e reinventando ogni giorno.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



