Con LATO A, in uscita venerdì 29 maggio sulle piattaforme digitali, Marco Gesualdi torna a collocarsi in uno spazio musicale che è insieme memoria, ricerca e futuro. Il chitarrista, compositore e produttore napoletano, tra i protagonisti della scena partenopea dagli anni Ottanta e legato alla stagione della Vesuwave, firma un lavoro che non si limita a recuperare un’eredità sonora, ma la rimette in movimento attraverso il dialogo con una nuova generazione di musicisti. Il risultato è un album/EP che tiene insieme jazz contemporaneo, melodia mediterranea, radici popolari, poesia urbana e sperimentazione, confermando Napoli come laboratorio creativo capace di trasformare la memoria in linguaggio vivo.
Il progetto nasce intorno a MGyoung 5tet, formazione guidata da Marco Gesualdi e composta da giovani talenti formati nel jazz, tutti legati al percorso del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e all’esperienza didattica del Centro Musica Yellow Submarine. Accanto a Gesualdi, impegnato a chitarre, synth e percussioni, ci sono Valeria De Stefano alla voce, Alessandro Vai al contrabbasso, Alfonso Buono al piano Rhodes e alle tastiere, e Cristiano De Pascale alla batteria e alle percussioni. È una formazione che non appare come semplice accompagnamento, ma come vero collettivo creativo: una band giovane che raccoglie il testimone di una tradizione musicale napoletana libera, colta e irregolare, portandola dentro un suono attuale.
La figura di Marco Gesualdi è centrale proprio perché attraversa più epoche della musica napoletana. Dalla stagione dei 666 alla Vesuwave, fino alle esperienze più recenti tra composizione, produzione e sperimentazione, il suo percorso ha sempre cercato un punto di equilibrio tra identità locale e apertura internazionale. La sua biografia artistica conferma il legame con la scena napoletana degli anni Ottanta e con un’idea di musica capace di muoversi tra generi, linguaggi e contaminazioni.

LATO A è stato registrato tra gennaio e maggio 2026 e rappresenta il primo capitolo di un percorso più ampio, destinato a proseguire a settembre con LATO B. I due lavori saranno poi presentati dal vivo il 18 settembre 2026 al Blue Turtle di Napoli, in Piazza Amedeo/Passeggiata Colonna. La lavorazione si è svolta tra il Soccangeles Studio / Carlo Di Gennaro Kammermuzak e lo Studio Paradis di Napoli, con registrazioni, mix e rimasterizzazioni curate da Massimo Cecchetti e Marco Gesualdi. Il progetto visivo porta invece la firma di Carolina Di Gennaro per il disegno di copertina e di Licia Rianna per l’artwork.
Il disco si sviluppa attraverso sei brani inediti e tre bonus track rimasterizzate. Le canzoni nuove disegnano un percorso emotivo e sonoro che attraversa amore, perdita, memoria, adolescenza, tradizione popolare e reinvenzione. L’ammore nun perdona nasce da uno “scrolling” sui social e porta la firma testuale di Alessio Sollo, poeta punk, cantante e performer già noto per le esperienze con The Collettivo e Gnut. È un brano che intercetta il linguaggio del presente, trasformando la rapidità frammentaria della vita digitale in materia musicale.
Più intima e dolorosa è Ciore, dedicata alla scomparsa della madre di Marco Gesualdi e impreziosita dal testo di Toto Toralbo, cantautore e performer di Torre del Greco. La collaborazione tra Gesualdi e Toralbo è uno degli assi più significativi del progetto: non soltanto per la qualità autorale dei brani, ma anche per la capacità di intrecciare parola poetica, suono popolare e sensibilità contemporanea. Il loro sodalizio è arrivato anche fino alle semifinali di Musicultura, confermando la forza di una scrittura che nasce dal territorio ma sa parlare a un pubblico più ampio. La presenza di Marco Gesualdi e Toto Toralbo nel percorso delle audizioni live di Musicultura 2026 è documentata anche dal sito del festival.
Con Paris, Gesualdi torna invece alla propria adolescenza e alla stagione dei 666, rileggendo un brano scritto insieme a Francesco Cavallaro. La canzone sarà accompagnata da un video animato basato sugli acquerelli e sulle chine di Mauro Fermariello, elemento che rafforza la dimensione visiva e narrativa dell’intero progetto. Qui la memoria non è nostalgia statica, ma ritorno creativo: un modo per riascoltare il passato con strumenti nuovi e con una consapevolezza maturata nel tempo.
Uno dei momenti più simbolici è Canzone pe Iuzzella, omaggio a Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò, figure fondamentali nella ridefinizione della musica popolare del Sud. Il brano vede alla voce Eleonora Gesualdi, figlia del compositore, ed è co-prodotto da Massimo Cecchetti. La scelta non ha solo valore affettivo o celebrativo: restituisce il senso di una linea genealogica, musicale e familiare, che collega la stagione della riscoperta popolare meridionale alle nuove forme della canzone napoletana e mediterranea.
Canto D’Ammore recupera invece il repertorio storico de La Banda e ll’Acqua, formazione di musica popolare condivisa in passato da Marco Gesualdi con Maria Pia De Vito, una delle voci più importanti e raffinate della scena jazz e world italiana. Il brano funziona come un ponte tra esperienze diverse, portando dentro LATO A una memoria collettiva che appartiene tanto alla biografia dell’artista quanto alla storia culturale della città. Infine, A lu Tiempo conferma il dialogo con Toto Toralbo, autore del testo e interprete di una melodia dal sapore antico, sospesa tra canto popolare, evocazione poetica e scrittura contemporanea.
Le tre bonus track rimasterizzate ampliano ulteriormente il racconto. Veritas In Vino, con Ivana Muscoso, proviene dall’album Open Heart del 2015; Bella Figliola, con Silvia Romano, arriva da Now – Naples Open World del 2019; Viene Suonno, con Maria Pia De Vito, è tratta da Ho Piantato un Albero del 2023. Inserite in una nuova veste sonora, queste tracce non sono semplici aggiunte, ma tasselli di una discografia che dialoga con il presente di LATO A, mostrando la continuità di una ricerca fondata sull’incontro tra jazz, canzone, radici popolari e sensibilità autoriale.
Il nuovo lavoro arriva dopo il singolo Famme ’nu cafè, che aveva già segnato l’avvio della collaborazione tra Marco Gesualdi e la formazione giovane, presentando un’immagine di Napoli ironica, contraddittoria e lontana dagli stereotipi più consumati. Anche SudNotizie aveva raccontato il live di Marco Gesualdi & Young 5tet allo ScottoJonno, sottolineando il ruolo della formazione nel nuovo jazz partenopeo.
In LATO A, Napoli non è sfondo ornamentale, ma materia viva: una città che conserva tracce profonde della propria storia musicale e, al tempo stesso, continua a produrre linguaggi nuovi. Marco Gesualdi e MGyoung 5tet lavorano proprio su questa tensione: la memoria della Vesuwave, la lezione della musica popolare, il jazz come territorio aperto, la canzone come forma narrativa, la sperimentazione come necessità. Ne nasce un disco che guarda al passato senza farsi imprigionare dalla nostalgia e che, attraverso il contributo di musicisti giovanissimi, indica una possibile traiettoria per il suono contemporaneo di Napoli.
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(la foto di Marco Gesualdi è di Toty Ruggieri – foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)




