Napoli torna protagonista sulla scena sportiva internazionale e lo fa nel segno del rosa. A cento giorni dalla partenza del 109° Giro d’Italia, la città ha aderito all’iniziativa “Città in Rosa”, accendendo uno dei suoi simboli più riconoscibili, il Maschio Angioino, con il colore della maglia più ambita del ciclismo mondiale. Un gesto fortemente simbolico che unisce idealmente i territori attraversati dalla Corsa e rinnova il legame profondo tra il Giro e il capoluogo partenopeo.
L’edizione 2026 del Giro d’Italia, che scatterà l’8 maggio dalla Bulgaria, vedrà Napoli tra le tappe più attese. È il quinto anno consecutivo in cui la città e la sua area metropolitana ospitano l’evento, un record nel ciclismo moderno che conferma la centralità di questo territorio nel racconto sportivo e mediatico globale.

Il Sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, ha sottolineato come la scelta di illuminare il Maschio Angioino rappresenti molto più di una celebrazione sportiva: è una vetrina internazionale che parla di bellezza, identità e sviluppo. Le immagini di Napoli, trasmesse in oltre 200 Paesi, diventano così strumento di promozione culturale e turistica, rafforzando il posizionamento della città come destinazione globale.
La Campania sarà attraversata dalla sesta tappa, in programma il 14 maggio: un percorso di 161 chilometri che partirà dall’area archeologica di Paestum, toccherà Salerno e risalirà verso l’area metropolitana di Napoli. Un viaggio che intreccia storia millenaria, paesaggi costieri e aree urbane in trasformazione. Il Vicesindaco metropolitano Giuseppe Cirillo ha evidenziato il valore del Giro come strumento di narrazione positiva dei processi di rigenerazione urbana e sociale in atto su tutto il territorio.
L’ingresso in città promette immagini spettacolari: i corridori attraverseranno Bagnoli, dove sarà visibile il cantiere dell’America’s Cup, per poi affrontare il circuito cittadino tra Posillipo e Marechiaro, scendere verso Mergellina e giocarsi la vittoria finale sul Lungomare Caracciolo, con Castel dell’Ovo a fare da quinta naturale. Un arrivo che lo scorso anno vide trionfare l’australiano Kaden Groves e che, anche questa volta, promette una volata mozzafiato incorniciata dal Golfo.
Il Consigliere metropolitano delegato allo Sport, Sergio Colella, ha ricordato come questo sarà il 47° arrivo di tappa a Napoli: un dato che racconta una lunga storia d’amore tra la città e il Giro, capace di coniugare la tradizione archeologica di Pausilypon con il dinamismo di una metropoli sempre più centrale nel ciclismo mondiale.
In parallelo, anche Paestum ha partecipato all’iniziativa “Città in Rosa”, illuminando il Tempio di Nettuno. È la terza volta che il sito archeologico ospita una partenza del Giro, dopo quelle del 1993 e del 2000, confermandosi scenario d’eccezione dove sport, storia e paesaggio dialogano in modo unico.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)