Napoli si prepara a indossare idealmente il suo abito più glamour per accogliere uno degli appuntamenti cinematografici e culturali più attesi della stagione: giovedì 30 aprile 2026, a partire dalle ore 14:45, il Cinema Plaza di Napoli, in via Michele Kerbaker 8, ospiterà la proiezione-evento de Il diavolo veste Prada 2, sequel del film diventato un cult mondiale e simbolo pop del rapporto tra moda, potere, comunicazione e costruzione dell’immagine. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, nasce nell’ambito del corso di Teorie e Tecniche di Branding e Communication Management e trasforma la sala cinematografica vomerese in un laboratorio vivo di analisi dei linguaggi contemporanei, dove cinema, fashion system, luxury branding e formazione universitaria dialogano in una prospettiva originale e fortemente attuale. L’evento è indicato anche nella programmazione ufficiale dell’Ateneo, con ingresso alle ore 15:00, talk introduttivo e proiezione alle 15:45 senza intervallo.
Al centro dell’iniziativa c’è il ritorno di Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly, figura ormai entrata nell’immaginario collettivo come icona assoluta di leadership, stile, controllo e autorità simbolica. Il nuovo film, distribuito in Italia dal 29 aprile 2026 e negli Stati Uniti dal 1° maggio 2026, riporta sullo schermo l’universo di Runway, la rivista fittizia che nel primo capitolo aveva rappresentato non solo il cuore narrativo della storia, ma anche una potente metafora dell’industria culturale contemporanea, sospesa tra estetica, disciplina, desiderio, esclusione e potere. La scheda ufficiale di 20th Century Studios indica per The Devil Wears Prada 2 una distribuzione nordamericana fissata al 1° maggio 2026, mentre le fonti sulla programmazione italiana segnalano l’arrivo nelle sale dal 29 aprile.
La giornata napoletana si aprirà con i saluti istituzionali del dott. Pierluigi Ferrillo, Responsabile Comunicazione del Teatro Diana e del Cinema Plaza, seguiti da un talk introduttivo del prof. Michelangelo Iossa, docente dell’Università Suor Orsola Benincasa e studioso di pop culture, comunicazione e linguaggi dell’immaginario contemporaneo. Proprio il legame tra cinema e branding sarà il cuore dell’incontro: Il diavolo veste Prada 2 non sarà proposto soltanto come prodotto di intrattenimento, ma come caso di studio sulla costruzione dell’identità, sulla forza dei marchi, sul ruolo della moda nella società globale e sulla capacità del cinema di raccontare, amplificare e trasformare i codici del lusso. In questa prospettiva, Miranda Priestly diventa molto più di un personaggio cinematografico: è un brand vivente, una macchina narrativa di prestigio, controllo e riconoscibilità, capace di attraversare quasi vent’anni di cultura pop senza perdere forza simbolica.
A rendere l’appuntamento ancora più speciale sarà la distribuzione ai partecipanti di un pieghevole in edizione limitata ispirato a Runway, la rivista-simbolo del film. Il flyer conterrà un articolo intitolato “Ceruleo”, riferimento immediato a una delle scene più celebri del primo Il diavolo veste Prada, quella in cui Miranda Priestly spiega con tagliente lucidità il percorso invisibile che trasforma una scelta cromatica d’alta moda in un capo apparentemente casual indossato nella quotidianità. Il testo è tratto dall’ultimo capitolo del volume Storia della moda italiana. Tessuti, riti e miti dal Rinascimento a Valentino, firmato da Michelangelo Iossa per Diarkos Editore, e offrirà al pubblico un ulteriore livello di lettura sul rapporto tra moda, cultura materiale, immaginario e industria dello stile.
L’evento assume così il valore di una vera esperienza formativa e culturale, capace di portare gli studenti fuori dall’aula e dentro uno spazio simbolico in cui la comunicazione prende corpo attraverso immagini, dialoghi, costumi, suoni, posture e rituali sociali. Il cinema diventa, in questo caso, una piattaforma didattica estesa: non solo luogo di visione, ma ambiente di interpretazione, confronto e apprendimento. L’incontro tra il Suor Orsola Benincasa e il Cinema Plaza conferma inoltre la possibilità di costruire sinergie virtuose tra università, imprese culturali e territorio, valorizzando Napoli come città capace di accogliere eventi che uniscono alta formazione, spettacolo, industria creativa e partecipazione giovanile.
La famiglia Mirra, titolare del Cinema Plaza, ha espresso grande soddisfazione per l’iniziativa, sottolineando il valore della sala come luogo di aggregazione e formazione per le nuove generazioni. In un momento in cui l’esperienza cinematografica torna a essere sempre più centrale nella costruzione di comunità culturali, la scelta di ospitare una proiezione legata a un titolo così fortemente riconoscibile conferma la vocazione del Plaza a essere non soltanto cinema di quartiere, ma presidio culturale del Vomero e della città. L’energia degli studenti, la dimensione accademica dell’incontro e il richiamo internazionale del film costruiscono un appuntamento in cui Napoli entra idealmente nel mondo patinato e spietato di Runway, reinterpretandolo con la propria sensibilità, la propria intelligenza culturale e la propria naturale vocazione scenica.
La proiezione è fissata per le ore 15:45, in versione integrale senza intervallo, con ticket al prezzo unico di 7 euro. Secondo le indicazioni dell’Università, gli studenti dovranno identificarsi in cassa con nome, cognome e numero di matricola, oppure con l’indicazione del master o dell’iscrizione ALSOB. Per accedere alla proiezione è richiesta la prenotazione tramite il form indicato dagli organizzatori.
Con Il diavolo veste Prada 2, Napoli ritrova dunque il fascino di un grande racconto pop capace di parlare al presente: la crisi della carta stampata, il peso dell’immagine, la mutazione dell’industria del lusso, il rapporto tra potere e comunicazione, la permanenza dei miti cinematografici. E se Miranda Priestly torna a dettare il passo con il suo sguardo glaciale e la sua impeccabile autorità, il Cinema Plaza e il Suor Orsola Benincasa trasformano quella lezione di stile in un’occasione di cultura, studio e partecipazione. Perché, almeno per un giorno, Napoli veste Prada.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)


