Lunedì 5 gennaio, alle ore 19, il Galoppatoio coperto della Reggia di Portici, sede del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, si trasforma in un palcoscenico sospeso tra realtà e immaginazione, ospitando uno spettacolo a cura del Centro Artistico di Portici – Accademia dello Spettacolo.
La direzione artistica è affidata a Virginia Vincenti e Irma Cardano, che conducono il pubblico in un viaggio tra danza classica e contemporanea.
La serata si apre con il primo atto dedicato a Don Chisciotte, il celebre cavaliere errante nato dalla penna di Miguel de Cervantes. Le coreografie di Virginia Vincenti, sulle musiche di Ludwig Minkus, ripercorrono le avventure del protagonista e del suo inseparabile scudiero Sancho Panza.
In scena, i personaggi di Kitri, Basilio, Don Chisciotte e Sancho Panza prendono vita grazie al talento del corpo di ballo della Compagnia Giovanile dell’Accademia.
Protagonisti assoluti del primo atto sono Claudia D’Antonio, nel ruolo di Kitri, e Salvatore Manzo, che interpreta Basilio, entrambi étoiles del Teatro di San Carlo di Napoli. Tra duelli immaginari, la celebre lotta contro i mulini a vento e la magia del Regno delle Driadi, il balletto culmina nella sfarzosa festa di nozze suggellata dal celebre Grand Pas de Deux finale.
A fare da ponte tra i due atti è un intervento originale di parola scenica: il monologo Tra mulini a vento e fiori di loto, scritto e interpretato da Manuela Ragucci appositamente per questo spettacolo. Un momento di riflessione e ascolto, una meditazione poetica sul coraggio di continuare a credere anche nella caduta e sulla possibilità di fiorire nonostante il fango delle difficoltà. Un ponte emotivo tra sogno, fragilità e rinascita.
Il monologo attraversa le immagini di Don Chisciotte come metafora della fragilità e del coraggio umano, per approdare al simbolo del fiore di loto: ciò che nasce nel fango e riesce comunque a fiorire. Un invito a riconoscersi nelle cadute, nelle resistenze interiori e nella possibilità di rinascita.
Il secondo atto propone Il Fiore di Loto, coreografato da Irma Cardano su musiche di autori vari. Sul palco, i ballerini ospiti Carmine Olivazzi e Sonia Di Sarno, insieme al corpo di ballo della Compagnia Giovanile, raccontano attraverso il movimento la forza interiore e la capacità dell’essere umano di restare saldo e luminoso anche nelle difficoltà.
Un messaggio di speranza e trasformazione che chiude la serata con un intenso impatto emotivo.
Un viaggio emozionale, dunque, che va dalla danza classica al linguaggio contemporaneo e che, attraverso la bellezza dell’arte coreutica, invita alla riflessione.
A fare da cornice allo spettacolo è il Galoppatoio Reale della Reggia di Portici, raro esempio di maneggio coperto europeo del XVIII secolo, voluto dalla corte borbonica e oggi restituito alla città come spazio culturale. Un luogo carico di storia e bellezza architettonica che, con la sua ampiezza e la suggestiva struttura lignea, si presta naturalmente ad accogliere eventi artistici capaci di mettere in dialogo memoria e contemporaneità, corpo e visione.
L’evento è a ingresso gratuito, un’occasione preziosa per immergersi nella magia della danza classica e contemporanea.
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Info
Accademia dello Spettacolo – Centro Artistico di Portici
Corso Giuseppe Garibaldi, 179
Tel. 081 273960
(Ph. courtesy Centro Artistico di Portici – Accademia dello Spettacolo)





