Il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno 2025 celebra la sua quarantunesima edizione a Oliveto Citra, confermandosi come una delle manifestazioni culturali e civili più importanti dedicate al Sud Italia. La cerimonia conclusiva si terrà sabato 13 settembre alle ore 18.00 presso l’Auditorium Largo della Memoria, con il convegno finale che vedrà protagonisti i premiati, il sindaco e presidente del Comitato organizzatore Mino Pignata e il presidente della Giuria Amedeo Lepore.
La giuria ha attribuito i Premi Speciali a figure di spicco per il loro contributo allo sviluppo economico, culturale e sociale del Mezzogiorno. Tra i nomi di rilievo, Paolo Baratta, premiato per una vita da grand commis d’État e per il volume Dal Mezzogiorno. Riflessioni e convinzioni dall’interno della Svimez (Il Mulino, 2024); Natale Mazzuca, imprenditore calabrese e vicepresidente di Confindustria, per la sua azione a favore della cultura d’impresa nel Sud; Antonio Polito, per l’analisi costante delle dinamiche meridionali svolta attraverso il giornalismo e l’editoria. Un commosso Premio alla memoria è stato assegnato a Angela Francese, operaia e parlamentare che ha dedicato la sua vita alle battaglie per il lavoro e lo sviluppo del Sud. In occasione del centenario de La Rivoluzione meridionale di Guido Dorso, un riconoscimento speciale è andato a Marco Santillo, docente dell’Università di Salerno, per gli studi innovativi sulle classi dirigenti e per il volume Le antinomie dello sviluppo economico italiano (Guida, 2025).
Il Premio Euromed ha visto il trionfo dei giovani studiosi Ismail El Gharras e Raffaele La Regina, premiati ex aequo per i loro lavori di ricerca dedicati rispettivamente allo stabilimento Alfa Sud di Pomigliano d’Arco e alla Cassa per il Mezzogiorno. Per la sezione saggistica, il riconoscimento è andato ex aequo al volume Il Formez per il Mezzogiorno e per l’Italia (Il Mulino, 2025), curato da Giovanni Farese e Guido Melis, e al saggio Alla ricerca della competitività. Storia e dinamiche della politica industriale europea (Quaderni Svimez, 2025), firmato da Gianpaolo Manzella e Marcella Panucci. Una menzione speciale è stata riservata a Vincenzo Mario Sbrescia per il volume Fiorentino Sullo, costituente, regionalista e meridionalista (Il Grifone, 2025).
Nella sezione Giornalismo Michele Tito, il premio è stato assegnato a Venanzio Postiglione del Corriere della Sera, per la sua capacità di raccontare con attenzione e sensibilità le realtà del Paese.
Il Premio Bona Praxis è stato conferito a SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, guidato da Massimo Deandreis, per il Rapporto sulle imprese più innovative del Sud e per l’impegno nel raccontare le dinamiche positive del territorio.
Infine, il Premio degli Enti Locali è andato al Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia, opera dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana diretta da Emma Giammattei, che ha valorizzato il protagonismo femminile nella storia, nell’impresa e nella cultura, dal Settecento al XXI secolo.
Il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno 2025 non è solo una celebrazione di figure e istituzioni, ma un’occasione di riflessione e rilancio per il futuro del Sud, tra memoria storica, ricerca, giornalismo e innovazione.
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