A San Cipriano d’Aversa prende forma uno dei progetti più innovativi e simbolici della rigenerazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Agrorinasce ha consegnato i lavori per la riqualificazione del grande complesso edilizio confiscato alla famiglia Zagaria, un’area di 13.500 metri quadrati destinata a diventare il primo incubatore di imprese sociali e giovanili mai realizzato in Italia su un bene sottratto alla camorra. L’intervento, finanziato dal Ministero dell’Interno attraverso il POC Legalità 2014-2020, rappresenta un modello di sviluppo che intreccia legalità, innovazione, formazione avanzata e opportunità per i giovani del territorio.
La gara, tenutasi lo scorso giugno, aveva un importo complessivo di 3.273.181,44 euro e si è conclusa con un’aggiudicazione definitiva pari a 2.797.973,23 euro grazie a un ribasso del 24,23% accompagnato da un significativo progetto migliorativo. Un risultato definito “straordinario” dall’Amministratore Delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci, che ha sottolineato l’impegno della struttura e la complessità della valutazione delle quasi trenta offerte pervenute.
L’obiettivo, come ribadito dalla Presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone, è duplice: restituire il bene alla comunità, sottraendolo definitivamente alla disponibilità della criminalità organizzata, e creare un luogo di eccellenza capace di generare lavoro, formazione e sviluppo per le imprese sociali e per i giovani del territorio. Un investimento etico e strategico, che si inserisce nel percorso di valorizzazione dei beni confiscati portato avanti da Agrorinasce in sinergia con le amministrazioni locali.
Sulla stessa linea il commento del Sindaco di San Cipriano d’Aversa Vincenzo Caterino, che ha definito l’avvio dei lavori «un tassello fondamentale per lo sviluppo dell’area industriale e per la visione di crescita dell’intero territorio». Il recupero dei beni confiscati, ha aggiunto, «è un processo lento ma capace di generare risultati profondi e duraturi».
Il progetto prevede spazi di co-working, aule per la formazione, servizi alle imprese, moduli dedicati a startup e imprese sociali e giovanili, un’agenzia per il lavoro, aree esterne attrezzate e un campetto che fungerà anche da zona di addestramento per droni. La villa principale diventerà la nuova sede operativa di Agrorinasce. Un centro pensato per generare competenze, professionalità e nuove economie, in un luogo simbolicamente restituito alla collettività.
Elemento distintivo del progetto è la collaborazione con il Distretto Aerospaziale della Campania (DAC), sancita dal Protocollo d’Intesa firmato il 21 ottobre 2025. Per la prima volta in Italia, un bene confiscato alla camorra viene destinato anche ad attività di formazione, innovazione e ricerca nel settore aerospaziale e tecnologico. Il Presidente del DAC, Luigi Carrino, ha espresso con chiarezza la portata dell’iniziativa: «Questo progetto dimostra che l’innovazione può essere un potente strumento di riscatto sociale. Portare l’aerospazio in un bene confiscato significa costruire futuro, competenze e lavoro qualificato proprio dove la criminalità aveva sottratto opportunità. Il DAC accompagnerà i giovani e le nuove imprese in un percorso di crescita tecnologica e culturale».
La riqualificazione del bene confiscato diventa così un simbolo di rinascita territoriale: un luogo sottratto alla camorra che si trasforma in infrastruttura di crescita, laboratorio creativo e piattaforma di opportunità. Un modello replicabile, capace di dimostrare come la legalità possa generare valore, sviluppo e competitività.
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Dac Campania | Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania
