Oliveto Citra accoglie ancora una volta il teatro come strumento di dialogo, impegno civile e apertura internazionale. Il SeleTeatroFest 2025, diretto da Antonio Caponigro e coordinato dall’associazione culturale Teatro dei Dioscuri con il patrocinio di UILT Campania e Agita, inaugura la 41ª edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno, confermando la sua vocazione a intrecciare arti e culture di tre continenti.

L’edizione numero 27 del festival propone otto spettacoli, metà italiani e metà stranieri, che animano l’EcoTeatro Rufolo dal 4 al 7 settembre. Apre il cartellone lo Youth Studio of the Theater Yorick di Rēzekne, Lettonia, con Eternity (regia di Larisa Ščukina). Segue il gruppo teatrale di Anykščiai, Lituania, con Bona Sforza. Addio di Liucija Armonaite, regia di Jonas Buziliauskas. Dall’Africa arriva la compagnia marocchina Artgana di Tiznit, che porta in scena Antigone di Sofocle, adattata da El Amalki Saoudi con la regia di El Habib Nounou. Dall’Iran invece la Zendegi Theater & Film Company di Teheran presenta The love, drammaturgia e regia di Jafar Mahyari.
Non mancano le proposte italiane: The Tube del Collettivo Due Punti di Milano (regia di Alessandra Marino, Giulia Corselli, Alberta Palmisano), Circus Dark Queen della compagnia Colori Proibiti di Roma (drammaturgia e regia di Stefano Napoli), e Doppio gioco da Escurial di Michel De Ghelderode, con la compagnia Torre del Drago APS di Bitritto (regia di Luigi Facchino).
Ad assegnare il Premio Sele d’Oro Teatro sarà una giuria internazionale composta da personalità come Joke Elbers (Amsterdam), Quinto Romagnoli (UILT), Jonas Buziliauskas (Lituania) e Silvia Bartakova Komaromyova (Slovacchia). I premi speciali – miglior regia, attore, attrice – saranno decretati dalla giuria UILT, mentre il pubblico esprimerà il proprio voto per il riconoscimento popolare.

Il festival non è solo spettacoli: tornano i laboratori formativi curati da Agita con Peppe Coppola e Cristina Morra, e gli SmartCafè in piazza Garibaldi, che offrono uno spazio di confronto e presentazione delle performance. Quest’anno inoltre si aggiunge il progetto europeo Erasmus+ Diversart, che porta a Oliveto Citra quaranta giovani da Italia, Lettonia, Estonia e Slovacchia. Durante la settimana svilupperanno linguaggi teatrali non verbali – mimo, maschera, clownerie, teatrodanza – ispirandosi a La favola dei saltimbanchi di Michael Ende, testo che affronta temi come inquinamento, disabilità e inclusione.
Il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno, nato nel 1980 all’indomani del terremoto dell’Irpinia, continua ad essere un laboratorio di idee e di identità meridionale. Come ricorda il sindaco di Oliveto Citra Mino Pignata, l’obiettivo è stato sempre quello di «mostrare un Mezzogiorno che non si piange addosso ma si rimbocca le maniche», premiando negli anni grandi voci della cultura, della politica, dell’arte e del giornalismo. Dal palco del premio sono passati artisti come Lucio Dalla, Fiorella Mannoia, Massimo Ranieri, Carmen Consoli, Tony Hadley, e giornalisti come Gianni Minoli, Domenico Iannacone, Francesca Mannocchi. Tra gli ospiti istituzionali, anche l’allora presidente della Camera Roberto Fico.
Con il SeleTeatroFest e le iniziative connesse, il Premio Sele d’Oro si conferma un presidio culturale che unisce memoria e innovazione, identità meridionale e apertura al mondo, facendo del teatro un ponte tra generazioni e continenti.
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