A sedici anni dall’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso il 5 settembre 2010, la richiesta di verità e giustizia torna al centro dell’attenzione delle istituzioni. Il vicepresidente della Camera dei Deputati, Sergio Costa, ha annunciato il proprio impegno per la costituzione, nel 2027, di una commissione bicamerale che si occupi dell’omicidio di Angelo Vassallo, una vicenda che continua a interrogare la politica, la magistratura e l’opinione pubblica italiana. L’annuncio è arrivato in occasione dell’anteprima nazionale del docufilm ‘Perché?’, presentato il 13 ottobre 2026 nella Sala Matteotti di Palazzo Theodoli-Bianchelli, nell’ambito delle iniziative della Camera dei Deputati.
Un appuntamento dal forte valore simbolico, che ha riportato nelle sedi istituzionali la storia di un amministratore diventato un riferimento per la difesa della legalità, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile del Cilento. Ma soprattutto un’occasione per rilanciare gli interrogativi ancora aperti sull’assassinio del primo cittadino di Pollica e sulle responsabilità che la famiglia chiede di accertare fino in fondo.
«Nel 2027 mi impegno per la costituzione di una bicamerale che si interessi dell’omicidio di Angelo Vassallo», ha dichiarato Sergio Costa, sottolineando la necessità che la politica assuma un ruolo attivo nella ricerca delle risposte che ancora mancano. Un impegno politico che, per trasformarsi in una commissione parlamentare effettivamente operativa, dovrà naturalmente tradursi nei necessari passaggi istituzionali.
L’anteprima del docufilm ‘Perché?’ ha visto la partecipazione di Dario Vassallo e Massimo Vassallo, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, nonché ideatori e autori del progetto cinematografico. Presenti anche l’avvocato Gerardo Spira, storico segretario del sindaco pescatore, l’ingegnere Antonio Curcio e Anna Maria Mainenti. Il dibattito che ha accompagnato la proiezione è stato moderato dalla giornalista de Il Mattino Barbara Landi, con una riflessione che ha intrecciato memoria, giustizia, responsabilità politica e futuro del territorio cilentano.
Il documentario, realizzato con riprese e montaggio di Giuseppe Falagario, nasce dalla volontà dei fratelli Vassallo di raccontare non soltanto il tragico epilogo della vita di Angelo, ma anche la sua esperienza umana, il percorso amministrativo e la visione politica che aveva costruito per Pollica e Acciaroli. Un lavoro che ripercorre l’impegno di un sindaco capace di mettere al centro della propria attività la tutela del mare, la qualità dell’ambiente, il rispetto delle regole e la valorizzazione delle risorse locali.
Per Dario Vassallo, il docufilm rappresenta una nuova forma di testimonianza e, soprattutto, uno strumento per richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità. «Abbiamo sentito il bisogno di realizzare questo docufilm perché ci troviamo in un momento critico di questo processo. Il docufilm vuole essere uno sprono allo Stato perché faccia veramente lo Stato. Sono sedici anni che immaginiamo di fare qualcosa di professionale e di artistico sulla storia di Angelo e oggi siamo riusciti a portare questo racconto all’interno delle istituzioni».
Le parole del presidente della Fondazione esprimono il significato di un percorso che, dal 2010 a oggi, ha visto la famiglia impegnata in iniziative pubbliche, incontri, manifestazioni e progetti culturali per mantenere viva l’attenzione sulla vicenda. Sedici anni durante i quali la richiesta di verità sull’omicidio del sindaco pescatore è rimasta un punto centrale dell’attività della Fondazione, anche attraverso il confronto con la magistratura e con i rappresentanti delle istituzioni.
Dario Vassallo ha accolto con particolare attenzione l’impegno annunciato dal vicepresidente della Camera, considerandolo un possibile nuovo passaggio nel percorso di ricerca della verità. «È stato un evento molto significativo soprattutto per le sue parole sulla costituzione, nel 2027, di una bicamerale che si interessi dell’omicidio di Angelo Vassallo. Noi dobbiamo continuare a venire a Roma per sollecitare cose nuove e diverse, per cercare la verità e fare chiarezza. Non possiamo limitarci alle parate istituzionali».
Il presidente della Fondazione ha evidenziato anche un altro aspetto del progetto cinematografico: la volontà di documentare ciò che è accaduto nel corso degli anni, comprese le reazioni e le condotte delle istituzioni di fronte a una vicenda che continua a suscitare domande. «Noi osserviamo e raccogliamo tutto quello che accade e questo docufilm racconta anche i comportamenti tenuti in questi sedici anni», ha aggiunto.
L’obiettivo è far arrivare il film a un pubblico molto più ampio rispetto a quello presente alla proiezione istituzionale, possibilmente attraverso una piattaforma televisiva o un servizio di distribuzione nazionale. «Speriamo di riuscire a portarlo su una piattaforma televisiva, affinché milioni di italiani possano conoscere quello che è stato fatto e quello che è accaduto. Perché le cose, quando vengono fatte, diventano storia e possono diventare anche oggetto di indagine da parte di chi deve indagare».
Il docufilm ‘Perché?’ assume così una duplice funzione: da una parte custodire e tramandare la memoria di Angelo Vassallo, dall’altra stimolare una riflessione pubblica sull’omicidio e sul lungo percorso giudiziario che ne è seguito. Il titolo stesso si presenta come una domanda rivolta non soltanto a chi deve accertare le responsabilità del delitto, ma anche alle istituzioni e alla società civile.
A spiegare ulteriormente lo spirito dell’iniziativa è stato Massimo Vassallo, vicepresidente della Fondazione, che ha ricordato come il progetto sia nato dal desiderio di riportare al centro del racconto la figura del fratello e il legame profondo che aveva costruito con la propria comunità. «L’idea nasce dalla volontà e dal desiderio di raccontare ancora una volta quest’uomo fantastico che è stato Angelo. Abbiamo deciso di realizzarlo ad Acciaroli, raccontando la sua storia, da dove è partito e dove è arrivato, ma anche con la volontà di portare questo racconto all’interno delle istituzioni».
Una scelta che unisce il territorio cilentano ai luoghi della rappresentanza democratica nazionale, nella convinzione che l’omicidio di un sindaco non possa essere considerato soltanto una tragedia familiare o locale, ma debba riguardare l’intero Paese.
Massimo Vassallo ha insistito sulla necessità di garantire attenzione al percorso giudiziario, esprimendo la preoccupazione della famiglia per alcune vicende verificatesi nell’ultimo anno, senza però formulare richieste diverse dal pieno rispetto delle regole e dall’autonomia di giudizio di chi è chiamato a valutare gli atti processuali.
«In questo momento abbiamo una necessità fondamentale: che lo Stato, le istituzioni e la Repubblica siano vicini alla Fondazione Angelo Vassallo e siano attenti a quello che accade durante il percorso processuale. Sono successe nell’ultimo anno cose che ci hanno preoccupato e vorremmo evitare che possano ripetersi. La giustizia deve fare il suo corso. Non chiediamo favori, non chiediamo scorciatoie: chiediamo che chi dovrà valutare queste carte lo faccia in maniera obiettiva, senza essere influenzato da forze esterne».
Le sue dichiarazioni mettono in evidenza la richiesta di un percorso giudiziario trasparente e indipendente, nel rispetto delle garanzie processuali e della presunzione di innocenza di tutte le persone coinvolte.
Ma il messaggio del docufilm ‘Perché?’ non si esaurisce nella ricostruzione dell’omicidio. Secondo Massimo Vassallo, il progetto vuole anche aprire una discussione sulle trasformazioni che hanno interessato Pollica, Acciaroli e l’intero Cilento negli ultimi sedici anni, mettendo a confronto la realtà attuale con il modello di sviluppo immaginato dal sindaco pescatore.
«È un docufilm provocatorio, come lo siamo sempre stati, perché quello che oggi viviamo ad Acciaroli, a Pollica e nel Cilento è profondamente diverso da quello che era il progetto di Angelo sul turismo, sullo sviluppo e sulla tutela del territorio».
Il vicepresidente della Fondazione ha richiamato l’attenzione su una serie di problematiche che, a suo giudizio, rischiano di rimanere ai margini del dibattito pubblico. Tra queste il traffico e il consumo di sostanze stupefacenti, i possibili rischi di riciclaggio di denaro, la qualità degli investimenti, lo spopolamento dei piccoli centri e le carenze infrastrutturali che condizionano la vita quotidiana delle comunità locali. Si tratta di criticità e preoccupazioni sollevate da Massimo Vassallo, che richiedono approfondimenti specifici e non possono essere considerate, senza ulteriori riscontri, situazioni criminali accertate.
Al centro della riflessione torna il concetto delle cosiddette opere invisibili, uno degli elementi che la famiglia collega alla visione amministrativa di Angelo Vassallo. Interventi spesso lontani dalla visibilità mediatica, ma essenziali per garantire sicurezza e qualità della vita: manutenzione delle strade, prevenzione del dissesto idrogeologico, pulizia delle cunette, cura del territorio e funzionamento dei servizi.
«Smettiamola di concentrarci soltanto sulle feste e sugli eventi e occupiamoci delle opere invisibili, come diceva Angelo: la viabilità, la sicurezza, le frane, la pulizia delle cunette e tutto ciò che serve realmente alle comunità», ha dichiarato Massimo Vassallo, aggiungendo che «provocare, a volte, significa anche cercare di aprire gli occhi a chi dorme».
È proprio in questa contrapposizione tra promozione turistica e attenzione ai bisogni strutturali del territorio che il docufilm cerca di recuperare l’eredità amministrativa del sindaco pescatore. Un’eredità costruita sulla convinzione che il turismo, la tutela ambientale e lo sviluppo economico debbano procedere insieme, senza trascurare la sicurezza, il benessere dei residenti e la salvaguardia dell’identità dei piccoli borghi.
Angelo Vassallo, prima di diventare sindaco, era stato pescatore. Il rapporto diretto con il mare e con la comunità aveva contribuito a definire la sua azione politica, caratterizzata dall’attenzione alla sostenibilità ambientale, alla valorizzazione delle risorse locali e alla diffusione della cultura della legalità. Durante la sua esperienza amministrativa aveva sostenuto anche il percorso per il riconoscimento della dieta mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO, riconoscimento arrivato nel novembre 2010, pochi mesi dopo la sua morte.
La sera del 5 settembre 2010, mentre rientrava a casa, Angelo Vassallo venne assassinato a colpi d’arma da fuoco nella sua Pollica. La sua morte segnò profondamente il Cilento e suscitò una vasta mobilitazione nazionale. Da allora la famiglia, attraverso la Fondazione che porta il suo nome, ha continuato a promuovere iniziative per la legalità, la tutela ambientale e la memoria, chiedendo che vengano pienamente chiariti movente e responsabilità dell’omicidio.
In questo contesto si inserisce l’intervento di Sergio Costa, che ha spiegato le ragioni della scelta di ospitare l’anteprima nazionale del docufilm alla Camera dei Deputati. Secondo il vicepresidente di Montecitorio, la storia di Angelo Vassallo rappresenta una vicenda sulla quale anche la politica è chiamata a interrogarsi, andando oltre gli sviluppi delle indagini e del procedimento giudiziario.
«Ho voluto che fosse presentato in anteprima nazionale a Montecitorio perché c’è bisogno di dare delle risposte. La giustizia non ha ancora percorso tutta la sua storia, ma anche la politica deve assumersi la responsabilità di dare queste risposte, non soltanto in termini di giustizia, ma anche di visione politica».
L’annuncio della possibile commissione bicamerale nel 2027 sull’omicidio di Angelo Vassallo costituisce dunque il principale elemento politico emerso dalla giornata. Al momento si tratta dell’impegno dichiarato da Costa, non dell’istituzione già deliberata di un organismo parlamentare. Un’eventuale commissione avrebbe finalità conoscitive e politiche, distinte dalle competenze della magistratura, e richiederebbe un percorso formale di approvazione.
Per Sergio Costa, il confronto sulla vicenda Vassallo dovrebbe svilupparsi al di fuori delle appartenenze partitiche, nella consapevolezza che la ricerca della verità su un omicidio di tale rilevanza pubblica riguarda la credibilità delle istituzioni democratiche.
«Montecitorio è il luogo per eccellenza dove questo deve avvenire. È il luogo della democrazia, dove si deve discutere e dove i partiti devono accettare di non avere una colorazione quando si parla di vicende come questa. La politica deve fare la politica di visione e non la partitocrazia delle bandierine elettorali».
Il vicepresidente della Camera ha poi allargato il significato del titolo ‘Perché?’, invitando a leggerlo anche come una domanda sul senso dell’impegno pubblico e sulle responsabilità individuali. «Ognuno di noi deve interrogarsi non solo sul “perché” di Angelo Vassallo, ma sul proprio “perché”, davanti allo specchio della propria vita, e darsi le risposte che servono per il bene collettivo».
La presentazione romana del docufilm segna così una nuova tappa nel percorso avviato dalla famiglia Vassallo per mantenere alta l’attenzione su una vicenda che continua a occupare un posto importante nella memoria civile italiana. Attraverso il racconto cinematografico, Dario e Massimo Vassallo intendono restituire al pubblico il ritratto di un uomo che aveva scelto di amministrare la propria terra facendo della legalità, della tutela ambientale e del rispetto delle comunità locali i cardini della propria azione.
A sedici anni dall’assassinio, la domanda contenuta nel titolo ‘Perché?’ continua a rappresentare il filo conduttore di una storia che attende risposte giudiziarie definitive. L’impegno annunciato da Sergio Costa per il 2027 apre una nuova prospettiva sul piano parlamentare, mentre la Fondazione ribadisce la necessità di non lasciare che il passare del tempo attenui l’attenzione istituzionale.
Resta soprattutto il messaggio che i fratelli Vassallo hanno voluto portare alla Camera dei Deputati: ricordare Angelo Vassallo significa non soltanto ricostruire la sua vita e chiedere giustizia per la sua morte, ma anche interrogarsi sul futuro di Pollica, di Acciaroli e del Cilento, sui modelli di sviluppo e sul valore concreto della buona amministrazione. Perché la memoria del sindaco pescatore possa continuare a essere una testimonianza viva, capace di alimentare il confronto pubblico e la domanda di verità.
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- Camera dei Deputati
- Camera WebTV – Video della presentazione del 13 ottobre 2026.
- Camera WebTV – Seconda parte dell’evento.
- Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore
(foto inviate dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)





