L’allarme nei Campi Flegrei è ormai quotidiano. Nelle ultime ore, una nuova scossa ha terrorizzato migliaia di persone, costringendo all’evacuazione scuole, università e spingendo tanti in strada, ancora una volta. In questo contesto delicatissimo, arriva l’appello accorato del capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, che in un’intervista a La Stampa in edicola oggi (14 maggio 2025), avverte con parole chiare: “Non voglio contare i morti. Per evitarlo serve responsabilità”. Nessun allarmismo, ma una presa di coscienza collettiva necessaria per vivere in una zona ad altissima vulnerabilità.
Secondo Ciciliano, la situazione attuale è “sostanzialmente identica a qualche settimana fa”, quando la frequenza delle scosse era ancora maggiore. I danni rilevati sono contenuti: qualche rudere crollato e smottamenti lontani dai centri abitati. Ma il problema non è tanto quello che è già accaduto, quanto ciò che potrebbe succedere con un evento più intenso. “Una magnitudo 5 è otto volte più potente di una 4.4, e 32 volte più forte di una 4.0. Non possiamo permetterci di rassicurare ingiustamente”, precisa, ricordando che la scala Richter è logaritmica e che ogni decimale può fare la differenza tra un forte spavento e una tragedia.
Nonostante ciò, Ciciliano riconosce che il sistema ha risposto bene: “Come il 13 marzo, si è attivato subito: riallestite le aree di attesa, riaperte quelle di accoglienza a Napoli (ex base NATO), Pozzuoli e Bacoli”. Nessuna evacuazione su vasta scala è prevista al momento, in quanto il fenomeno è legato al bradisismo, e non a un’imminente eruzione vulcanica.
Il vero nodo resta però la sicurezza delle abitazioni. “Si è al sicuro solo se si è in case sicure”, ammonisce. La priorità è avviare controlli strutturali, anche su edifici abusivi, pur sapendo che questi ultimi non potranno accedere ai fondi pubblici. Ma “la natura non fa distinzioni tra chi ha costruito bene o male. Possiamo solo prevenire”. Da qui l’invito lanciato dalle colonne de La Stampa: “I cittadini aprano le loro case per farle controllare”. Anche chi ha paura, anche chi si sente impotente. “Conosco ingegneri che vivono lì: sanno che la loro casa è sicura, eppure hanno paura. Ma se un edificio è stato controllato, la percezione cambia”.
Dopo la scossa del maggio 2024, lo Stato ha stanziato 100 milioni in cinque anni per studi di vulnerabilità, soprattutto nelle aree in cui la deformazione del suolo è maggiore. A questi si aggiungono 35 milioni per le riparazioni. Ciciliano chiarisce anche una distinzione importante: la vulnerabilità sismica è diversa dall’agibilità post-scossa. La prima è una misura preventiva, la seconda un intervento a danno già avvenuto. “Se la mia casa fosse sicura, resterei. Altrimenti la adeguerei, sfruttando gli strumenti disponibili”, riporta il quotidiano torinese.
Un esempio virtuoso, secondo il commissario, è arrivato dalla scuola: “Le scuole sono state evacuate su iniziativa dei dirigenti scolastici, prima ancora che arrivasse l’ordinanza del sindaco di Pozzuoli. È un segnale che la comunità ha imparato a reagire”. I treni, compresi quelli dell’alta velocità, hanno subito rallentamenti e controlli come da protocollo, ma “ora la situazione si sta normalizzando. Io stesso sono in viaggio con appena 4 minuti di ritardo”.
In un’Italia dove troppo spesso si agisce dopo le tragedie, le parole di Fabio Ciciliano suonano come un monito ma anche come un’opportunità: quella di prepararsi oggi, per evitare il peggio domani. L’informazione, la consapevolezza e la prevenzione non sono mai state così vitali.
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(Fonte: Intervista completa su La Stampa, edizione del 14 maggio 2025: www.lastampa.it – foto da pagina Facebook Gigi Manzoni Sindaco di Pozzuoli)
