Avviare la prima Comunità Energetica Rinnovabile (CER) termica in Campania non è solo un obiettivo tecnologico, ma un passo decisivo verso un nuovo modello culturale dell’energia. La proposta arriva da Janus, la startup del Gruppo Graded, che durante il convegno presso Villa Doria D’Angri dedicato alle comunità energetiche termiche e alla geotermia a bassa profondità ha lanciato una sfida ambiziosa: realizzare un progetto pilota capace di diventare un riferimento regionale e nazionale. L’evento, promosso da SVIMEZ, Club Atlantico di Napoli, Ordine degli Ingegneri, Ordine dei Geologi e UGI, ha messo in evidenza il potenziale ancora sottoutilizzato della geotermia, una risorsa fondamentale in un contesto di decarbonizzazione che richiede soluzioni stabili, continue ed efficienti. Al Sud, dove la domanda di raffrescamento è in costante crescita, le comunità energetiche termiche possono rappresentare un’opportunità concreta di risparmio, sostenibilità e sicurezza energetica.

Nel suo intervento, Gennaro Ardolino, Chief Information Security Officer di Graded e CEO di Janus, ha presentato l’esperienza pluriennale del gruppo napoletano nella geotermia, illustrando i traguardi applicativi e i risultati della ricerca portata avanti negli ultimi anni. Ardolino ha posto l’accento su Hopee, la piattaforma digitale sviluppata da Janus per la governance delle Comunità Energetiche Rinnovabili, oggi in fase avanzata di sperimentazione con oltre quindici comunità pilota avviate in Italia. Hopee si distingue per la capacità di rendere la gestione delle CER semplice, trasparente e partecipata, offrendo agli utenti strumenti per monitorare i consumi, valutare il proprio contributo energetico e comprendere l’impatto reale della condivisione dell’energia. Una logica nuova, basata sulla consapevolezza e sulla cooperazione energetica, che rappresenta un tassello imprescindibile della transizione.
Guardando al futuro, Ardolino ha sottolineato come la sfida non riguardi solo l’energia elettrica: “La transizione energetica non richiede soltanto nuove tecnologie, ma nuovi modelli culturali e operativi”, ha spiegato. Da questa visione nasce l’invito rivolto a università, istituzioni, enti locali e operatori privati a collaborare alla realizzazione della prima CER termica in Campania. L’obiettivo è estendere la logica della condivisione energetica anche al calore, sfruttando soluzioni geotermiche a bassa profondità e sistemi di accumulo termico, settori in cui Graded e Janus hanno maturato competenze consolidate. Un progetto pilota di questo tipo potrebbe rappresentare un modello replicabile nelle regioni del Mezzogiorno, contribuendo a ridurre la dipendenza energetica, a contenere i costi per famiglie e imprese e a valorizzare tecnologie sostenibili ancora poco conosciute dal grande pubblico.
L’iniziativa ha raccolto grande interesse tra relatori e stakeholder, aprendo la strada a confronti tecnici e alla possibile definizione di gruppi di lavoro congiunti. In un contesto europeo che guarda sempre più alle fonti rinnovabili e alle comunità energetiche — dal solare alla geotermia, fino ai nuovi sistemi ibridi — la proposta di Janus si inserisce in modo coerente in una strategia che punta all’efficienza e alla partecipazione. La Campania, con la sua crescente domanda energetica e con la presenza di poli universitari e industriali avanzati, può diventare un laboratorio d’avanguardia. La prospettiva è quella di un territorio in cui cittadini, imprese e istituzioni collaborano per produrre e condividere energia pulita, riducendo consumi e sprechi grazie al supporto di piattaforme tecnologiche come Hopee.
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