L’intervento di Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, all’Assemblea generale svoltasi a Bologna, ha riscosso l’apprezzamento di molti protagonisti del mondo produttivo italiano. Tra le voci più autorevoli che si sono espresse con convinzione figura Costanzo Jannotti Pecci, Presidente dell’Unione Industriali Napoli, che ha definito il discorso di Orsini “un intervento di grande visione e responsabilità”, capace di indicare una rotta chiara per il rilancio dell’impresa italiana nel contesto di un’Europa in profonda trasformazione.
Secondo Jannotti Pecci, la relazione del leader di Confindustria ha saputo cogliere i nodi cruciali di un’epoca caratterizzata da transizioni complesse e da sfide sistemiche, dalla crisi energetica all’esigenza di una nuova politica industriale. Il richiamo a un Piano Industriale Straordinario a livello nazionale ed europeo, così come la denuncia del rischio concreto di deindustrializzazione, hanno dato forza a una proposta pragmatica e di lungo respiro, in cui l’impresa torna ad assumere un ruolo strategico per la coesione sociale, l’innovazione e la crescita del Paese.
Tra i temi più forti messi in campo da Orsini e rilanciati da Jannotti Pecci figurano l’urgenza di ridurre il costo dell’energia, che grava sul sistema produttivo italiano, la necessità di semplificare l’apparato normativo, e l’importanza della formazione per affrontare con consapevolezza la doppia transizione ecologica e digitale. Il Presidente degli industriali napoletani ha inoltre espresso apprezzamento per il superamento di ogni logica corporativa, sottolineando la disponibilità di Confindustria a promuovere un patto condiviso tra imprese, politica e forze sociali per costruire un futuro industriale competitivo e sostenibile.
Particolare attenzione ha suscitato, anche a Napoli, la posizione di Orsini sul Green Deal europeo, per cui si auspica una revisione radicale: serve meno ideologia e più concretezza, ha sostenuto Jannotti Pecci, perché “una politica industriale europea efficace deve essere orientata alla competitività e non può penalizzare le imprese con restrizioni sproporzionate”. In questa direzione, l’impegno del Governo italiano, nella persona della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per contenere il prezzo dell’energia e sollecitare l’Unione Europea a un cambio di passo, è stato giudicato positivamente: “Un segnale di responsabilità, che accogliamo con fiducia”.
Critiche invece ai dazi autoimposti dall’UE, definiti più dannosi delle misure minacciate da Donald Trump: “Occorre una nuova Europa che non danneggi chi produce”, ha affermato il Presidente, rilanciando il messaggio già emerso dall’Assemblea. Positiva, infine, la valutazione sull’intervento della Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, che ha dimostrato piena consapevolezza della necessità di avvicinare le istituzioni europee ai territori, valorizzando il lavoro e l’impresa. In questo senso, Jannotti Pecci ha espresso fiducia nel ruolo affidato al Vicepresidente Raffaele Fitto, al quale è stata riconosciuta una missione strategica per il futuro della coesione e dello sviluppo in Italia e in Europa.
L’appello che arriva da Napoli è chiaro: servono politiche industriali nuove, pragmatiche, capaci di sostenere l’impresa e non ostacolarla. In una stagione decisiva per il destino economico del Paese, la visione condivisa da Orsini e Jannotti Pecci rappresenta un punto fermo da cui ripartire.
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