La mattinata di oggi, martedì 20 gennaio 2026, è stata caratterizzata da una sequenza di eventi sismici distinti ma ravvicinati nel tempo, che hanno interessato l’area del Vesuvio e il Golfo di Policastro, attirando l’attenzione di cittadini e media. I dati ufficiali dell’INGV permettono di ricostruire con precisione magnitudo, orari ed epicentri, offrendo una lettura scientificamente fondata del fenomeno.
Alle 06:51 (ora italiana) i sismografi dell’Osservatorio Vesuviano hanno registrato un terremoto di magnitudo ML 1.6, con epicentro localizzato nell’area del Gran Cono del Vesuvio, a una profondità di circa 2,7 km. L’evento, seppur chiaramente strumentale, è rientrato nella micro-sismicità vulcanica tipica del Vesuvio, un vulcano attivo ma in fase di quiescenza. La scossa è stata avvertita lievemente in alcuni comuni del versante vesuviano, tra cui Somma Vesuviana, Ottaviano, Massa di Somma e Sant’Anastasia, senza provocare danni a persone o strutture .
Poco prima, alle 06:33:56, un secondo evento ben distinto ha interessato il Golfo di Policastro, con un terremoto di magnitudo ML 2.7, localizzato in mare tra le province di Salerno e Potenza, a una profondità di circa 10 km. Le coordinate fornite dall’INGV (latitudine 39.8878, longitudine 15.5570) collocano l’epicentro al largo della costa cilentana. Anche in questo caso, la scossa è stata classificata come di lieve entità, coerente con la normale attività delle faglie dell’Appennino meridionale, e non ha causato danni .
È fondamentale chiarire che i due eventi non sono collegati tra loro. Quello vesuviano ha natura vulcano-tettonica, legata a micro-fratturazioni superficiali e ai movimenti dei fluidi all’interno dell’edificio vulcanico. Il sisma del Golfo di Policastro, invece, rientra nella sismicità tettonica appenninica, con meccanismi profondi e indipendenti dal sistema magmatico del Vesuvio. La loro vicinanza temporale è da considerarsi una coincidenza statistica, frequente in un’area geologicamente complessa come il Sud Italia.
Secondo l’INGV, solo variazioni persistenti e simultanee di più parametri – sismicità, deformazioni del suolo, emissioni gassose – possono indicare un cambiamento di scenario. Al momento, nessun dato suggerisce un’evoluzione critica né per il Vesuvio né per l’area del Golfo di Policastro.
(fonte dati e immagine: INGV Osservatorio Nazionale Terremoti)
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