L’Università degli Studi di Napoli Federico II sarà l’unica Host Venue University Partner della Louis Vuitton 38ª America’s Cup, la competizione velica più antica e prestigiosa del mondo che nel 2027 farà tappa a Napoli. L’accordo firmato tra l’Ateneo e ACE – America’s Cup Events, la società responsabile dell’organizzazione, segna l’inizio di una collaborazione senza precedenti, capace di unire innovazione, ricerca, formazione e sostenibilità in un progetto che coinvolgerà direttamente migliaia di studenti e ricercatori. La Federico II, la più antica università pubblica del mondo, diventa così uno dei centri strategici dell’evento, sottolineando il ruolo crescente della Campania nel settore della blue economy e nelle tecnologie applicate alla nautica.
La partnership prevede la realizzazione di una serie di progetti congiunti in cui gli studenti federiciani potranno collaborare con ACE su attività legate a tecnologia, design innovativo, digitalizzazione, scienze marine, osservazione ambientale e modelli di sostenibilità avanzata. Gli studenti saranno coinvolti anche negli eventi preparatori e, durante le regate, potranno accedere a opportunità all’interno dei team, un’occasione rara per avvicinarsi al mondo altamente competitivo della vela internazionale. Il programma di volontariato previsto per i mesi di maggio, giugno e luglio 2027 consentirà agli studenti di partecipare all’organizzazione e alla gestione dell’evento, ottenendo competenze professionali e relazionali che resteranno patrimonio del territorio.
Un valore simbolico e pratico fondamentale è rappresentato dall’insediamento del team organizzativo dell’America’s Cup nella sede federiciana di via Partenope, dove ACE lavora già dalla fine di settembre scorso. Questo insediamento porta a contatto diretto studenti e professionisti del settore, trasformando il lungomare universitario in uno dei cuori pulsanti dell’evento e rafforzando il ruolo dell’Ateneo come piattaforma di innovazione e sviluppo.
A commentare la portata dell’accordo è stato il CEO di ACE, Grant Dalton, che ha definito la 38ª America’s Cup “l’apice del design e dell’innovazione nella nautica da diporto”, sottolineando come la collaborazione con gli studenti della Federico II rappresenti una grande opportunità sia per l’evento sia per i giovani talenti. Dalton ha evidenziato che la sostenibilità sarà uno dei pilastri dell’iniziativa e che gli studenti potranno contribuire concretamente ai programmi ambientali dell’America’s Cup, partecipando a un’esperienza formativa unica. Il Programma di Volontariato, secondo Dalton, offrirà ai giovani la possibilità di vivere da protagonisti un evento speciale e di apprendere competenze applicabili a un ampio spettro di carriere future.
Soddisfazione anche da parte del Rettore Matteo Lorito, che ha sottolineato come l’accordo coinvolga pienamente l’Ateneo in un evento di grande importanza per Napoli, la Campania e l’Italia. Lorito ha dichiarato che la Federico II, in qualità di unica Host Venue University Partner, potrà sostenere progetti e attività di ricerca dedicati alle scienze marine e all’innovazione sostenibile, rafforzando la vocazione multidisciplinare dell’università. La presenza degli organizzatori nella sede di via Partenope, ha aggiunto il Rettore, “ci rende orgogliosi e permette agli studenti di essere protagonisti di un momento di rilevanza storica per la comunità”.
Questa partnership rappresenta un tassello strategico per il territorio, perché valorizza le competenze scientifiche e tecnologiche già fortemente radicate in Campania: dall’ingegneria navale alla robotica marina, dai materiali avanzati alla sostenibilità ambientale, fino al design industriale e sportivo. Napoli si conferma così una capitale della blue economy nel Mediterraneo e un punto di riferimento per eventi globali capaci di generare economia, innovazione e opportunità professionali.
L’accordo tra la Federico II e l’America’s Cup non è solo una collaborazione istituzionale, ma un investimento sul futuro dei giovani e sulla crescita culturale e tecnologica della città. Con il 2027 all’orizzonte, Napoli si prepara a diventare non solo lo scenario delle regate, ma un laboratorio di idee, ricerca e sviluppo, in cui l’università avrà un ruolo centrale per costruire un ponte tra conoscenza, impresa e territorio.
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