FOSTEM – Il futuro è STEM chiude con successo le sue attività in Campania: 399 studenti coinvolti in percorsi innovativi dedicati a scienza, tecnologia, orientamento e contrasto alla dispersione scolastica.
Si sono concluse con risultati significativi le attività di FOSTEM – Il futuro è STEM, il progetto che ha portato nelle scuole della Campania un articolato programma di formazione e orientamento dedicato alle discipline scientifiche e tecnologiche. L’iniziativa, sostenuta dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale, ha coinvolto 13 istituti scolastici, 399 studenti e le rispettive famiglie, costruendo un collegamento concreto tra scuola, università, imprese e territorio.
Il progetto è nato con l’obiettivo di avvicinare ragazze e ragazzi alle materie STEM, acronimo che comprende scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, offrendo loro competenze tecniche e strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza le future scelte scolastiche e professionali. Accanto alla formazione, FOSTEM ha puntato sulla prevenzione della dispersione scolastica, sull’inclusione delle studentesse nei percorsi scientifici e tecnologici e sulla valorizzazione delle opportunità presenti in Campania.

L’idea alla base dell’iniziativa è stata quella di mostrare ai giovani come il futuro professionale possa essere costruito anche partendo dalle risorse del proprio territorio. Non soltanto lezioni teoriche, quindi, ma laboratori, visite, attività nella natura, incontri con esperti e occasioni di confronto con università, istituti tecnologici superiori e aziende. Un approccio pensato per rendere l’apprendimento più coinvolgente e per aiutare gli studenti a riconoscere le proprie inclinazioni.
FOSTEM – Il futuro è STEM è stato proposto dalla Fondazione Città Nuova ETS, in qualità di ente capofila, con la partecipazione di quattro partner: Associazione Scienze Naturali Unite – ASNU APS, Centro Regionale Information Communication Technology – CeRICT scrl, Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo ETS ed E.I.T.D. Srl. La collaborazione tra soggetti con competenze differenti ha permesso di affrontare contemporaneamente gli aspetti educativi, scientifici, tecnologici, sociali e occupazionali del progetto.
I numeri restituiscono la dimensione dell’intervento realizzato sul territorio regionale. Le attività hanno raggiunto 399 studenti, dei quali 220 ragazzi e 179 ragazze, appartenenti a 13 scuole campane. Complessivamente sono state erogate 1.014 ore di formazione STEM innovativa, 437 ore di orientamento, comprese le visite presso università e aziende, e 487 ore di sensibilizzazione rivolte a insegnanti e genitori. Sommando i diversi ambiti, il programma ha superato le 1.900 ore di attività.
Il nucleo centrale del progetto è stato rappresentato dalla formazione laboratoriale. Studenti e studentesse hanno potuto sperimentare direttamente informatica, robotica e veicoli intelligenti attraverso il metodo del “learning by doing”, imparando attraverso la pratica, la sperimentazione e la risoluzione di problemi. I laboratori sono stati coordinati dal CeRICT e condotti con il contributo di esperti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e dell’Università degli Studi di Salerno.

Al percorso tecnologico si è affiancato un modulo dedicato alle scienze naturali e alla biodiversità, curato dall’Associazione Scienze Naturali Unite – ASNU APS. Le attività hanno consentito agli studenti di osservare fenomeni, ambienti ed ecosistemi, collegando le conoscenze scientifiche alla tutela del patrimonio naturale campano.
Un ruolo importante è stato assunto anche dalla Forest School, il modello educativo che utilizza l’ambiente naturale come luogo di apprendimento. Le lezioni all’aperto, gestite da E.I.T.D. Srl, hanno portato i partecipanti in alcuni dei luoghi più rappresentativi della Campania, tra cui l’Oasi Dunale di Capaccio Paestum, il Parco Nazionale del Vesuvio, la Foresta di Cuma, il Parco delle Acque di Pomigliano d’Arco, il Parco dei Camaldoli, il Museo della Civiltà Contadina di Conca della Campania e il Parco del Grassano.
Queste esperienze hanno permesso di superare i confini tradizionali dell’aula e di mostrare come le discipline STEM possano essere utilizzate per leggere e comprendere il territorio. La natura è diventata così un laboratorio diffuso nel quale osservare la biodiversità, raccogliere informazioni, formulare ipotesi e sviluppare capacità di analisi.
Le 437 ore dedicate all’orientamento universitario e aziendale hanno rappresentato un altro elemento qualificante di FOSTEM. Gli studenti hanno visitato i laboratori di ricerca del CeRICT e degli atenei di Salerno e Benevento, conoscendo da vicino ambienti, strumenti e professionalità spesso percepiti come lontani dalla vita scolastica quotidiana. Il programma ha incluso anche esperienze presso gli ITS attivi nei settori dell’ICT, della mobilità e della moda.
Il confronto con il mondo produttivo è proseguito attraverso visite guidate presso importanti aziende del territorio e realtà operanti in settori differenti. Tra queste figurano Barilla, Mare Group, La Torrente, Cantine Alois, Andrea Milano, Guerriero Confezioni e Isaia & Isaia. La parte relativa all’orientamento è stata realizzata sotto la direzione della Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo ETS.
L’ingresso diretto nei luoghi della produzione ha consentito ai ragazzi di conoscere professioni, competenze e processi organizzativi che difficilmente possono essere raccontati soltanto attraverso una lezione. Le visite hanno inoltre evidenziato come innovazione tecnologica, ricerca scientifica e capacità creative siano ormai presenti anche nei comparti più legati alla tradizione manifatturiera campana.
Il progetto ha attribuito un valore strategico al coinvolgimento delle famiglie e degli insegnanti, considerati figure decisive nelle scelte formative degli adolescenti. Delle 487 ore complessivamente dedicate alla sensibilizzazione, 250 sono state svolte in aula da otto psicologi e orientatori attraverso incontri tra scuola e famiglia. I genitori hanno inoltre partecipato a 22 uscite sul campo organizzate presso aziende, ITS e luoghi del territorio.
La presenza delle famiglie ha rafforzato il carattere comunitario dell’iniziativa. Orientare un giovane, infatti, non significa semplicemente indicargli una scuola o una professione, ma aiutarlo a riconoscere interessi, capacità e aspirazioni, evitando che stereotipi culturali o di genere limitino le sue possibilità. Questo aspetto risulta particolarmente importante per favorire una maggiore partecipazione delle ragazze ai percorsi STEM.
I riscontri raccolti durante lo svolgimento di FOSTEM confermano l’efficacia di una progettazione continuativa, laboratoriale e basata sull’adesione volontaria. Le attività pratiche e il contatto diretto con università, imprese e ambiente naturale hanno favorito una partecipazione attiva degli studenti, rafforzando al tempo stesso il senso di appartenenza alla Campania.
Dall’esperienza sono emerse anche alcune indicazioni per le future edizioni. Tra queste figurano una distribuzione più ampia delle attività nel corso dell’anno, per evitare sovrapposizioni, l’estensione del progetto alle prime classi, il potenziamento delle dinamiche di apprendimento tra pari e il passaggio dal modello STEM al modello STEAM. Quest’ultimo integra anche l’arte, riconoscendole un ruolo nella comprensione e nella narrazione del territorio.
La conclusione di FOSTEM – Il futuro è STEM lascia dunque alla Campania un patrimonio fatto di competenze, esperienze e relazioni. I 399 studenti coinvolti hanno avuto la possibilità di guardare alle materie scientifiche e tecnologiche non come a discipline astratte, ma come a strumenti concreti per interpretare il presente e costruire il proprio futuro. Il progetto dimostra inoltre quanto la collaborazione tra scuole, famiglie, enti formativi, università e imprese possa contribuire a contrastare la dispersione scolastica e a valorizzare i talenti delle nuove generazioni.
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