Napoli torna a celebrare chi trasforma la cultura, il lavoro e la partecipazione civile in strumenti di solidarietà. Sabato 12 settembre 2026, alle ore 19, il chiostro di Palazzo Gravina, in via Monteoliveto 3, ospiterà la tredicesima edizione del Premio per la Responsabilità Sociale “Amato Lamberti”, appuntamento dedicato alle persone e alle realtà che hanno scelto di impegnarsi nella difesa dei diritti umani, nella promozione della pace, nell’inclusione e nel sostegno alle fasce più fragili della società.
Organizzato dall’associazione Jonathan e dal gruppo di imprese sociali Gesco, con il sostegno dell’Assessorato al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli, il Premio Amato Lamberti 2026 propone una riflessione quanto mai attuale sul significato della responsabilità sociale. Non un principio astratto, ma un modo concreto di abitare la comunità, riconoscendo nell’impegno quotidiano, nella cultura e nella solidarietà gli strumenti necessari per costruire una società più giusta.
Alla cerimonia sono annunciati il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’assessore alla Cultura della Regione Campania Onofrio Cutaia. A condurre la serata sarà il giornalista Rai Ettore De Lorenzo, chiamato ad accompagnare il pubblico attraverso storie ed esperienze differenti, accomunate dalla volontà di andare oltre il semplice adempimento del proprio dovere professionale o istituzionale.
L’apertura sarà affidata a un collegamento in diretta con Tomaso Montanari, storico dell’arte, saggista e rettore dell’Università per Stranieri di Siena. Commendatore della Repubblica e autore di un recente volume dedicato a Gaza, Montanari riceverà il riconoscimento per il suo contributo culturale e civile, espresso attraverso una costante attenzione alla tutela del patrimonio, ai diritti, alla libertà e alle grandi questioni del nostro tempo.
Uno dei momenti centrali della manifestazione sarà la consegna del Premio Speciale a Chiara Francini. Attrice, scrittrice e attivista, Francini ha affiancato alla propria carriera artistica un impegno pubblico rivolto alle persone più fragili, alla comunità LGBTQI+ e alle campagne dell’AISM, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, della quale è testimonial. Il riconoscimento intende valorizzare proprio la capacità di utilizzare la notorietà e il linguaggio della cultura per avvicinare il grande pubblico a temi sociali spesso trascurati.
La tutela dei diritti civili sarà al centro anche del premio assegnato a Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e da oltre vent’anni protagonista di battaglie legate alla libertà di scelta, all’autodeterminazione e all’assistenza delle persone malate o con disabilità. Tra i temi che hanno maggiormente caratterizzato il suo percorso figura la richiesta di una legge nazionale sul fine vita, affrontata attraverso iniziative politiche, giudiziarie e di sensibilizzazione pubblica.
Musica e responsabilità sociale si incontreranno nell’esibizione del maestro Antonio Fresa, pianista e compositore al quale sarà consegnato il Premio alla Cultura. La sua presenza sottolinea il valore dell’arte come strumento di relazione e partecipazione: un linguaggio capace di superare distanze e differenze, facendo emergere una sensibilità condivisa nei confronti delle persone e delle comunità.
La tredicesima edizione renderà inoltre omaggio alla memoria di Riccardo Siano, fotoreporter del quotidiano la Repubblica scomparso nel maggio 2026. A lui è dedicato il premio per il Fotogiornalismo, come segno di stima e riconoscenza per un lavoro che ha saputo raccontare la realtà attraverso le immagini. Il ricordo di Siano permetterà di ribadire il ruolo sociale dell’informazione e l’importanza di uno sguardo giornalistico capace di documentare gli avvenimenti senza perdere attenzione per le persone.
Per la categoria Impresa sarà premiato Vincenzo Cordella, imprenditore della ristorazione che ha riproposto a Roma un modello di inserimento lavorativo simile a quello che, in passato, gli era stato offerto quando era utente delle comunità dell’associazione Jonathan. La sua storia rappresenta una testimonianza concreta di riscatto e restituzione: un’opportunità ricevuta diventa uno strumento per creare nuove occasioni di autonomia e dignità a favore di altre persone.
Il premio Napoli Città Solidale sarà attribuito all’associazione Africaintesta, rappresentata dalla presidente Adele Gigante. Il riconoscimento è legato all’attività svolta in Tanzania, dove l’associazione ha costruito dal nulla un villaggio destinato ai bambini in condizioni di povertà. Un intervento che racconta come la solidarietà nata a Napoli possa superare i confini nazionali e trasformarsi in cooperazione internazionale, educazione e sostegno alle comunità locali.
Per la categoria Lavoro sociale sarà premiato Antonio Procentese, impegnato in percorsi di reinserimento lavorativo rivolti alle persone con sofferenza psichica. Il suo operato mette in luce un aspetto decisivo dell’inclusione: offrire opportunità occupazionali significa contrastare lo stigma, restituire autonomia e riconoscere competenze che troppo spesso rischiano di rimanere invisibili.
Le azioni solidali realizzate nel continente africano saranno anche alla base della Menzione speciale “Paolo Giannino”, assegnata al Liceo scientifico Galileo Galilei di Napoli. La scelta di premiare un’istituzione scolastica evidenzia la funzione educativa della solidarietà e il ruolo fondamentale delle nuove generazioni. La scuola, infatti, non è soltanto il luogo nel quale si acquisiscono conoscenze, ma anche uno spazio nel quale imparare la cittadinanza attiva, la cooperazione e il rispetto delle differenze.
Come avviene tradizionalmente, ogni premiato riceverà un’opera realizzata appositamente dal collettivo Donne ad Arte, coordinato da Maria Cristina Antonini. Le opere sono state selezionate con il contributo di Daniela Pergreffi, pittrice e docente, come Antonini, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Al progetto partecipano anche le artiste Agnese Brusca, Rita Casdia, Agnese Fornito, Marika Grimaldi, Alessandra Muto, Ilaria Sagaria ed Eva Santos. L’opera d’arte diventerà così non soltanto il simbolo del riconoscimento ricevuto, ma anche la testimonianza di un dialogo tra creatività, impegno civile e responsabilità collettiva.
La comunicazione dell’evento è curata da Napoliclick, con Ida Palisi, Roberta D’Agostino e Maria Nocerino. La regia e la produzione della cerimonia sono affidate a Exit Com, mentre al termine della premiazione è previsto un rinfresco a cura di Pinzimonio Hub.
L’edizione 2026 è accreditata come evento formativo dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, con iscrizioni previste a partire dal 22 agosto. La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Napoli, della Regione Campania, dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.
Il Premio si avvale inoltre della collaborazione con il progetto transnazionale SULIEIA dell’Università Federico II, impegnato nella promozione di valori condivisi di giustizia sociale e inclusione. La sede scelta, Palazzo Gravina, che ospita il Dipartimento di Architettura dell’Ateneo federiciano, contribuirà a rafforzare l’incontro tra università, istituzioni, cultura e cittadinanza.
La tredicesima edizione del Premio per la Responsabilità Sociale “Amato Lamberti” si presenta dunque come un mosaico di esperienze diverse: dall’attivismo per i diritti civili al fotogiornalismo, dall’impresa sociale alla cooperazione internazionale, dalla musica alla scuola. Il filo comune è la capacità di riconoscere le fragilità e trasformarle in una responsabilità condivisa. È questo il significato più profondo del premio intitolato ad Amato Lamberti: ricordare che la qualità di una comunità si misura anche attraverso il modo in cui protegge i diritti, crea opportunità e non lascia indietro nessuno.
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