La fotografia torna a farsi racconto intimo, traccia emotiva e strumento di indagine sul tempo con La persistenza della memoria, la mostra fotografica del LAB Di Cult 202 FIAF dedicata al tema nazionale Memorie. Ciò che è stato, ciò che resta, ciò che resterà. L’esposizione sarà inaugurata a Napoli il 30 maggio 2026 alle ore 18:00 e resterà visitabile fino al 6 giugno presso gli spazi dell’Associazione Sportiva Virtus Partenopea, in vico San Domenico Maggiore 18, nel cuore del centro storico cittadino.
Il titolo della mostra richiama immediatamente la forza evocativa della memoria, intesa non come semplice archivio del passato, ma come materia viva, fragile e persistente. La memoria, infatti, è un mosaico composto da frammenti, immagini, presenze, sogni, assenze e ritorni. È ciò che continua a risuonare dentro ciascuno anche quando il tempo sembra aver cancellato i contorni degli eventi. Attraverso l’obiettivo fotografico, gli autori coinvolti nel progetto hanno lavorato proprio su questa zona sospesa tra ciò che è stato e ciò che resta, tra l’esperienza individuale e la dimensione collettiva del ricordo.
La mostra nasce nell’ambito dei LAB Di Cult, laboratori fotografici locali promossi dal Dipartimento Cultura della FIAF, la Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche. Si tratta di percorsi a partecipazione gratuita per i soci FIAF, pensati come luoghi di confronto, formazione e crescita culturale. Ogni laboratorio riunisce fotografi con sensibilità, esperienze e linguaggi diversi, favorendo una ricerca condivisa attorno a un tema comune. Per l’annualità 2024/2025, il tema scelto a livello nazionale è stato appunto Memorie. Ciò che è stato, ciò che resta, ciò che resterà, un invito a interrogarsi sul rapporto tra immagine, tempo e identità.
In questo contesto si inserisce il lavoro del LAB Di Cult 202, laboratorio fotografico indipendente nato a Napoli per iniziativa delle tutor accreditate FIAF Francesca Sciarra, fotogiornalista, e Anna Serrato, docente di Arte e Immagine, con la collaborazione di Linda Iacuzio, fotografa e archivista. La natura del gruppo, radicata nel territorio ma aperta a una riflessione più ampia, permette alla mostra di assumere un valore non soltanto artistico, ma anche culturale e umano. Ogni immagine diventa una soglia: invita chi guarda a entrare in una storia, a riconoscere un dettaglio, a ricostruire un legame tra passato e presente.
Saranno esposte circa 120 fotografie, un corpus ampio e articolato che restituisce la pluralità degli sguardi coinvolti. Gli autori presenti in mostra sono Carmelo Italia, Francesca Fratta, Francesca Sciarra, Francesco Blenx, Gianfranco Vista, Linda Iacuzio, Maria Leone, Mena Martino, Nataliya Striletska e Tony Limongelli. Le loro opere compongono un percorso visivo che non si limita alla rappresentazione del ricordo, ma prova a indagarne le trasformazioni: ciò che la memoria conserva, ciò che altera, ciò che illumina e ciò che lascia volutamente nell’ombra.
Napoli, città stratificata per eccellenza, appare come cornice ideale per un progetto dedicato alla persistenza della memoria. Nel suo centro storico, dove le tracce del passato convivono quotidianamente con il presente, la fotografia trova un terreno fertile per riflettere sul senso della continuità, della perdita e della permanenza. L’esposizione del LAB Di Cult 202 FIAF si inserisce così in un dialogo più ampio tra arte fotografica, esperienza personale e memoria dei luoghi, offrendo al pubblico un’occasione per attraversare immagini che parlano non solo agli occhi, ma anche alla coscienza emotiva di chi osserva.
La persistenza della memoria è dunque una mostra da leggere come un racconto corale. Non un semplice insieme di fotografie, ma un viaggio attraverso ciò che rimane impresso, ciò che ritorna inatteso, ciò che continua a vivere nelle immagini anche quando il tempo sembra averlo allontanato. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla produzione incessante di contenuti visivi, il progetto invita a rallentare lo sguardo e a riconoscere nella fotografia una forma di resistenza: la possibilità di fermare un frammento, custodirlo, rileggerlo e consegnarlo al futuro.
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