La sicurezza non è un dettaglio, ma un diritto inalienabile e un dovere collettivo. È questo il messaggio forte e necessario che giovedì 10 luglio, a partire dalle ore 9:30, animerà gli spazi di Villa Colonna Bandini ai Colli Aminei (Napoli), durante un evento promosso dalla FILLEA CGIL Campania, con il patrocinio dell’INAIL Campania e in collaborazione con il FORMEDIL Avellino e la casa di produzione Suono Libero Music. L’iniziativa intende accendere i riflettori sull’urgenza della prevenzione nei luoghi di lavoro, in particolare nel settore dell’edilizia, attraverso una giornata ricca di testimonianze, confronto e momenti culturali ad alto impatto emotivo.

I dati parlano chiaro: nel solo 2024 si sono registrati 1.150 morti sul lavoro, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Nei primi sei mesi del 2025 si contano già oltre 600 decessi, una tendenza drammatica che non accenna a diminuire. In Campania, l’Osservatorio Vega ha rilevato nel primo semestre dell’anno 21 vittime, di cui 6 nei cantieri edili (4 per cadute dall’alto), 6 in agricoltura (5 schiacciati dal mezzo in uso), 5 nella logistica, 3 nell’industria e 1 nei servizi. Numeri che denunciano con crudezza una realtà quotidiana troppo spesso ignorata o minimizzata.
“La prevenzione non è un costo, ma un investimento nel futuro del lavoro e della società”, afferma Vincenzo Maio, Segretario Generale della FILLEA CGIL Campania, che aprirà i lavori dell’evento ribadendo che senza sicurezza non esiste dignità né giustizia sociale. Il programma della giornata si articolerà in due momenti principali. Il primo panel, previsto alle ore 10:00 e intitolato Le emozioni e i sentimenti spezzati, sarà moderato dal giornalista Francesco Bellofatto e darà spazio alle testimonianze dirette di familiari di vittime del lavoro e di delegati sindacali impegnati quotidianamente nella tutela della salute nei cantieri. Particolarmente toccante sarà l’intervento di Nando Misuraca, compositore e produttore, che racconterà la vicenda del padre Bruno, capocantiere morto nel 1999 in un incidente sul lavoro. L’attore Francesco Rivieccio interpreterà la poesia Fravecature di Raffaele Viviani, scritta nel 1930 ma ancora oggi tristemente attuale, a dimostrazione di come il dramma delle morti bianche sia un’eredità irrisolta.
Il secondo panel si aprirà alle ore 11:30 e vedrà il confronto tra istituzioni, enti e rappresentanze sindacali che operano nella filiera della sicurezza. A moderare sarà la giornalista Tiziana Cozzi, con la partecipazione di Adele Pomponio, direttrice vicaria INAIL Campania; Giuseppe Cantisano, direttore INL Area Metropolitana Napoli; Elisa Laudiero, referente sicurezza per la CGIL Campania; Vincenzo Tedesco, direttore INPS Campania; Giovanni Solimene, direttore FORMEDIL Avellino; Massimiliano Manfredi, consigliere della Regione Campania; e Giulia Bartoli, del Dipartimento Sicurezza della FILLEA CGIL Nazionale. Un’occasione concreta per fare il punto sulle politiche e gli strumenti a disposizione per contrastare l’emergenza della insicurezza sui luoghi di lavoro.
Centrale nel corso della mattinata sarà anche il valore aggiunto della comunicazione come strumento di prevenzione. In anteprima verranno presentati quattro cortometraggi animati in 3D, ideati e realizzati dal filmmaker Claudio D’Avascio e prodotti da Suono Libero Music, rivolti in particolare alle nuove generazioni, con un linguaggio visivo accessibile e coinvolgente. Verrà inoltre proiettato lo spot ufficiale dell’evento, con la voce narrante dell’attore Alessandro Incerto, noto per le sue interpretazioni nelle serie Mare Fuori e I Bastardi di Pizzofalcone. La sua partecipazione testimonia un impegno civile e artistico per sensibilizzare anche il pubblico più ampio.
L’intera iniziativa rappresenta una sintesi di linguaggi e azioni: la narrazione, la testimonianza diretta, la riflessione istituzionale e l’espressione artistica si fondono per rilanciare con forza un messaggio imprescindibile. La sicurezza sul lavoro non può essere ridotta a formalità o sottoposta alle logiche del massimo ribasso: è una questione di giustizia, di responsabilità, di civiltà. Solo attraverso l’educazione, la prevenzione e una comunicazione efficace è possibile costruire un futuro in cui il lavoro non sia più sinonimo di rischio, ma garanzia di vita e dignità.
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